ovvero, svegliatemi quando finisce settembre...dopo avermi sedato. non c'è niente da fare, ogni anno settembre mi fa lo stesso effetto; sarà la secchiona che è in me ma quando finisce agosto mi si risveglia un leggero languorino che finché ero studentessa (dalla prima elementare all'anno della tesi) tentavo di placare facendo la fila in libreria per comprare i libri di scuola, l'agenda, l'astuccio nuovo, se proprio era un anno fortunato la cartella; preparandomi a gustare croci e delizie dell'anno scolastico. e secchiona sono rimasta, in latenza e purtroppo senza possibilità di sfogo a quanto pare, ma a settembre come dire, mi si risveglia l'istinto innato a decidere, a pianificare, a preparare, fondamentalmente a fare qualcosa. e scusate se siamo gemelli (ascendente vergine: curiosita', mille idee in contemporanea, volubilità + istinto all'organizzazione, e questo spiega alcuni lati nemmeno troppo oscuri del mio carattere...). lungo preambolo per dire che questo settembre non è stato diverso. la mia non è proprio fame, è voglia di qualcosa di buono, direbbe la signora di giallovestita con una cappellessa molto più importante della mia. dalla fine di agosto ho deciso, e poi cambiato idea, poi fermamente deciso e poi non si sa, di: cambiare lavoro, cambiare casa, cambiare taglio di capelli, comprare all'ikea uno di quei letti a ponte, comprare una bicicletta. delle decisioni di cui sopra le meno perniciose sembrerebbero il taglio di capelli e la bicicletta, ragion per cui mi sono prontamente autogiustificata per dilazionarne o sospenderne l'attuazione. l'acquisto del letto a ponte è stata un'infatuazione di breve durata, deciso nel corso delle prime quaranta vasche di piscina un sabato mattina; le successive mi hanno spinto a rivedere la mia posizione, pensando alle difficoltà pratiche di trasporto e montaggio. parliamo di cose più serie. premetto che naturalmente non ho alcuna ragione plausibile per desiderare di cambiare lavoro e casa. è solo, come dire, il brivido di rimettersi in gioco, quel sottile piacere che ti porta sulle montagne russe e ti rende segretamente felice quando a monopoli devi pescare i cartellini probabilità e imprevisti; il desiderio di ributtarsi nella mischia ora che mi sono piano piano assestata (ma non da ora) nella quotidianità e nella serenità, diciamolo, della vita londinese. sono passati dieci mesi, scivolati via senza che quasi me ne accorgessi; merito credo anche del lavoro che mi piace e della vita che mi sono ritagliata su misura, fatta di lunghe passeggiate, molta solitudine e tempo per me. ma chi mi conosce sa che sono sempre alla ricerca, sempre curiosa di vedere cosa c'è dietro quell'angolo e dietro l'altro ancora. la voglia di cambiare deriva proprio da questo...il rimettersi in discussione, la curiosità nei confronti dell'architettura e degli studi londinesi, unita alla considerazione (anche questa molto da secchiona) che se sono qui per un certo periodo per fare "esperienza"...più ne faccio e meglio è. non durerà per sempre, sono partita con questa idea e di questa idea sono sempre rimasta; e voglio che questo periodo qui sia "fertile in avventure ed esperienze", per citare kavafis. ma i buoni propositi per l'autunno soccombono miseramente dinnanzi alla mostruosa pallosità di dover rifare anzi aggiornare (che è ancora più palloso) il CV e il portfolio. e quando le giornate sono così belle...niente dà più soddisfazione che una passeggiata in centro, lungo il tamigi o attraverso regent's park, il che tutto sommato mi consola perché mi fa sentire meno secchiona. il cambio di casa si inserisce sulla stessa lunghezza d'onda...voglia di novità, di conoscere zone nuove della città, di sentire che aria tira altrove... eccetera. fondamentalmente vorrei rimanere qui a nord, ma magari avvicinarmi più al centro..zone tipo swiss cottage, primrose hill, le aree che fanno da corona a regent's park...residenziali, in un certo modo eleganti, quasi...quasi...(nondirlonondirlonondirlo) borghesi (...occristo sono una secchiona borghese è questa la dura realtà, vi diffido dal leggermi oltre); ma un rapido giro su gumtree fa desistere chiunque dotato di un minimo di raziocinio....fino alla mattina dopo, s'intende, quando ricomincio il valzer tra bd4jobs (per il lavoro) e gumtree (per la casa). cittini, che vi devo di'...meno male che oggi è il 30 settembre...
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gli amici, quelli veri, della vita, vanno e vengono dalla mia minuscola cuccia in loveridge road. e con loro, i racconti della loro vita degli ultimi mesi si fondono e si mischiano con i miei pensieri e la mia vita londinese. tante situazioni diverse, ma forse nemmeno tanto: chi si aggrappa con l'anima e coi denti al lavoro poco soddisfacente e ancora meno retribuito, perchè almeno è un punto fisso nella propria vita non sempre rosea; chi ha il contratto che scade nel giro di un mese e poi dio solo sa che succede; chi ha è riuscito a mettere su casa, chi convive e vede il proprio stipendio piano piano aumentare; chi è al settimo cielo perchè ha avuto la cattedra a scuola e può chiedere un mutuo e pensare di aver un figlio. tante vite che spalancano una finestra dentro di me, con la prepotenza di un colpo di vento improvviso. e con prepotenza costringono a pensare e a ripensare. amici che coincidono con un lasso di tempo particolare o con una vita intera, con le loro visite riaffiorano ricordi, dettagli, situazioni, sensazioni...siano questi il primo lavoro a siena o la gita di terza liceo a parigi; l'esame di costruzioni o di quinta elementare. la macchina del tempo si attiva all'istante, e all'istante mi ritrovo alla scuola elementare gaetano pilati in piazza rosadi a firenze, al liceo classico galileo nell'aula più minuscola che esista nel sistema solare; o in una siena luminosa, bellissima, in un mercoledì di mercato a banchettare con il ciaccino del poppi. mi sembra di aver vissuto tante vite e trovo sorprendente che alcune di esse sopravvivano indipendentemente da me: non è egocentrismo, è la sicurezza, l'illusione che quando tornerò niente, di quello che amo di Casa, sarà cambiato...continuerà la lenta corsa, da fine giugno e metà agosto, verso il palio; il fico sotto casa continuerà a scaricare sul prato quintali di fichi che i condomini seguiteranno a ignorare; la strada che da monteaperti va a castelnuovo e che ho fatto centinaia di volte di corsa, in bici, a piedi... sarà sempre splendida, in ogni stagione, le crete d'intorno punteggiate di poderi che attendono, da decenni, nuovi (facoltosi) proprietari. e l'amiata, la mia stella polare...sabato scorso sono atterrata a perugia, e vedere la sua sagoma insieme ai colori accesi dei campi e la distesa delle crete, sarà che avevo dormito poco e male, ma non sono riuscita a trattenere la lacrimuccia. alla fine è questione di equilibri, l'ho sempre sospettato e lo sto capendo da quando sono qui. io e l'equilibrio abbiamo sempre avuto un conflitto non risolto. l'equilibrio tra la felicità e la soddisfazione di essere qui e il richiamo delle mie colline; l'equilibrio, che in altri tempi avrei definito compromesso, tra un lavoro non sempre eccezionale, sicuro, appagante e la gioia di svegliarsi la mattina e vedere l'amiata, avere i propri affetti vicini e le proprie cose (siano esse libri, vestiti, ricordi) a portata di mano. tornare a casa un fine settimana e aprire un cassetto a volte mi provoca degli sturbi non comuni: l'altro giorno ho trovato la pagella di quarta elementare. non è attaccarsi al passato o peggio ancora viverci...ma il passato è una delle sostanze principali di cui siamo fatti, e a volte trovo salutare riattingere a quella sorgente per ripercorrere tutta la strada che si è fatta finora...per capire che dove siamo ora è il posto giusto, e che quasi ogni passo che si è fatto ha avuto un senso. almeno in quel preciso istante e in quella precisa situazione....it did make sense. gli amici e le storie che approdano a loveridge road mi insegnano anche che, in un modo o nell'altro, forse c'è un modo di vivere/sopravvivere in italia; un equilibrio che alla fine, con fatica, si riesce a trovare, un angolino che, chiudendo un occhio, ci calza a pennello; io non ero pronta un anno fa e non lo sarei adesso, ma credo/spero che le cose cambieranno, dentro di me prima ancora che in italia. per quello purtroppo non basterà l'inizio del nuovo millennio.
in conclusione, vorrei incoraggiare una persona cara, che da troppo tempo stagna in una situazione fatta purtroppo di molteplici situazioni: in certi casi è più importante il mettersi in moto, il viaggiare in sè, della meta del viaggio. sei grande abbastanza per mandare rispettosamente a fare in c**o chi sai te e sentire che profumo ha l'aria una volta che la timone ha cambiato direzione. da qualche parte si deve cominciare: le cose trovano un nuovo assetto e per tornare al discorso di prima un nuovo equilibrio, meglio o peggio forse nemmeno importa in questa sede. l'importante è che sia diverso. pensa alle pedine di un domino cosmico...basta un alito di vento riconfigurare tutto. e io a quell'alito di vento che sai mi ci attaccherei di corsa.
bene cittini carissimi...al prossimo giro meno discorsi seriosi e ultimo round della campagna in scozia.
see you soon!!!!
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eh eh credevate di esservi liberati di me e della ehm..impegnativa carrellata di foto scozzesi. purtroppo i due associati in questo momento sono in vacanza e patrick dio solo sa dove e' a far scodinzolare il proprio gozzo.
pertanto, ho anticipato di 10 minutini la pausa pranzo per sottoporvi i seguenti scatti, in ordine integralmente e vergognosamente sparso:
- immagine un pochino piu' arruffianata di melrose abbey, negli scottish borders

- qui siamo alle orcadi, alzi la mano chi ha capito che e' un fotomontaggio...nel senso di piu' foto messe assieme. trattasi dell' "isola" di borough of birsay, minuscola, piena di scavi archeologici (ma nn di livello stratosferico), di scogliere a picco sul mare e raggiungibile solo durante la bassa marea
- questo ri-e' il tantallon castle, con l'isoletta che gli fa da pendant (si scrivera' cosi'?) e in una veste un attimino piu' accattivante...sotto, l'insenatura vicino al castello 

- abbiate pazienza ma mi sono scordata cosa e'! se mai l'ho saputo in realta', ci siamo fermati in questo paesino causa vescica che stava per deflagrare e abbiamo scoperto questo ameno complesso cimiterino/chiesina sempre negli scottish borders
- qui ci stavamo per imbarcare per le orcadi, quello che vedete e' la costa a john o' groats, il paese piu' a nord della scozia
- duncasby head, all'estremita' est della north coast, visto dal traghetto (chiamiamolo cosi' va', facciamogli un complimento) in rotta per le orcadi
- castello di urqhuart (un tempo sapevo anche come si scriveva), uno dei piu' fotografati del sistema solare...perche' e' il castello che si specchia su Loch Ness, che vedete sulla sinistra
- il tratto di costa nei pressi di skara brae (pronuncia skarabre') alle orcadi! trattasi di uno dei siti archeologici piu' importanti del mondo (fatto questo che bellamente ignoravamo), risalente al 5000 a.C. si visitano dal di fuori ovviamente della abitazione scavate nella roccia, con mobili, stanze e "arredamento" di pietra. come avete modo di apprezzare,la location e' spettacolare...
- il castello di stirling
- il paesino di culross, un gioiellino dal nome quasi imbarazzante, rimasto intatto dal XVII secolo...o meglio l'architettessa priva di cappellessa che mima un improbabile ingresso alla propria dimora
- st. andrews, culla del golf, e la diciottesima buca piu' famosa della storia...faccio la splendida ma sono stata imbeccata dalla tenera meta' che qui ha fatto le fusa per tutto il tempo...
- l'architettessa e la dolce meta' di cui sopra sul loch ness
- ancora loch ness con il castello di alcune foto fa.
Bene cittini, per oggi e' tutto. dovete ciucciarvi ancora una carrellata, la terza, di foto e poi basta!
alle prossime puntate rimando, in collegamento dall'interno della mia testolina, le ultime avventure e amenita' dalla perfida albione.
un abbraccione.
sciaoooooooooooooooo!!!!
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piccola premessa personale: sono le 1.15 pm londinesi. in questo momento la mia adorata sorellina sta dormendo in un appartamento di manhattan preso in affitto per dieci giorni, con due amiche di quelle vere, di cui non si puo' fare a meno. il suo viaggio della vita (della vita fino ad ora), il suo sogno; il faro che illuminava la mente durante l'anno e mezzo delirante di tesi. in questi giorni questa bimba mi manca da togliere il fiato, e lei lo sa, ed e' reciproco. spero che questa vacanza sia esattamente come se la era immaginata, anzi migliore.
non vedo l'ora di riabbracciarti il 30 mattina. ti voglio bene apuzzina, tanto.
questo premesso...INIZIAMO CON IL BLOG UFFICIALE!!
avevate perso le speranze eh...e invece no, dopo aver passato parte della domenica a fare un poderoso lavoro di scrematura delle prime 350 foto, e' con immenso piacere che l'architettessa vi propone alcune immagini della scozia. mancano le immagini piu' belle, quelle delle orcadi e di parte della costa. attendo con trepidazione (e un po' di preoccupazione a dire il vero) le altre 400 foto mancanti dalla dolce meta'.
iniziamo:
il meraviglioso arcobaleno, il piu' incredibile che abbia mai visto, dopo che un acquazzone ci aveva colto sulla costa subito ad est di edinburgh
stesso arcobaleno agli sgoccioli, lungo il mare vicino a Tantallon Castle
due adorabili esemplari del cosiddetto highlands cattle, bestiola tipica di queste parti
kilchurn castle, uno dei manieri piu' fotografati al mondo credo, immerso nel loch awe, sulla west coast vicino a glasgow
melrose abbey, a sud di edinburgh negli scottish borders...l'acquata che avevamo preso aveva ripulito l'aria e acceso i colori

la north coast...

la north coast nei pressi di dunross...qui abbiamo comprato dei sandwiches al salmone (ma salmone solo senza tanti troiai) di una bonta' che ti faceva venir voglia di voler bene a tutti
scendendo dalla north coast alla west coast...verso il villaggio di archibultie
i passing places, spesso adorni di pecore, decisamente il leit motiv della north coast. qui le strade sono monocorsia. uno dei due si ferma e l'altro passa, salutando e ringraziando; anche l'altro, quello fermo, saluta...praticamente abbiamo passato 4 giorni a sorridere e salutare tutti gli altri automobilisti
piccolo fiordo nei pressi di smoo cave, nella punta west della north coast

tantallon castle, poco prima e poco dopo il tramonto

bene cittini carissimi, il tempo e' tiranno e la pausa pranzo sta per volgere al termine. vi saluto e prometto altre foto non appena possibile...
sciaooooooooooooooooo!!!!!!!
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e' successo ieri mattina. dopo l'ora di piscina stavo andando in ufficio. potevano essere le 8.40, il telefono fa toc toc toc e arriva un sms dei miei: babbo cell. "buongiorno! oggi marmellata di susine prese a casaini (n.d.b. podere di un'amica di famiglia). buona giornata. ci sentiamo stasera. un bacio".
le parole marmellata di susine hanno scoperchiato un vaso di pandora, che era socchiusa forse dal mio rientro dalla scozia. forse per la prima volta ho capito cosa intendeva proust quando parlava delle madeleines (si scrivera' cosi'?). mi sono vista dall'alto, uno zoom che inquadra eton road, londra, europa...e riprecipita giu', italia, toscana, monteaperti. mi sono vista a fare la marmellata di susine anche io, a vivere l'agosto rilassato e sornione in italia, con la mente obnubilata dal caldo che forse in campagna, dove abitavo, e' attutito. mi sono rivista lo scorso anno, di questi tempi prendevo la bicicletta la mattina alle sette e pedalavo, pedalavo per un'ora e mezzo. e riempivo il marsupio di more, fresche e gocciolose di rugiada. londra era un pensiero che si stava insinuando leggero leggero, come il fumo che penetra sotto la porta. ma c'era di gia' e riempiva i pensieri nelle salite in bici.
un anno fa ero a giannutri con A. avevamo dormito sul molo ed eravamo incrostati di sale, sudaticci e puzzolenti come due aringhe pescate da tre giorni ma felici. il giorno dopo sarebbe stato ferragosto, il giorno dopo ancora c'era il palio.
ieri da siena il babbo mi dice che il drago ha il cavallo buono, quello che l'anno scorso vinse nell'oca. fossi a siena andrei in giro orgogliosa per le strade assolate, con i palazzi di mattone rossi accesi dalla luce, abbagliata dal riflesso del sole sul travertino. andrei in giro orgogliosa con il mio fazzoletto giallo, verde e rosa antico, perche' quando si ha il cavallo buono il cuore batte forte. piu' forte. perche' si spera piu' che in altri casi di vedere la bandiera della propria contrada appesa alle finestre del palazzo pubblico, la sera del 16, che sventola solitaria su una piazza del campo piena di gente e illuminata a giorno, con il tufo ancora caldo.
il palio quest'anno lo vedro' forse da un internet point, dato che e' sabato e non sono in ufficio.
e poi... e poi vedo me stessa qui, felice della vita che mi sono ritagliata e regalata, della liberta' e dell'indipendenza che, mattoncino dopo mattoncino mi sono costruita. a godermi questa vacanza a cavallo dei trent'anni, che sto vivendo con il cuore leggero di chi sa che poi torna da chi l'ha aspettata; e che allora ci saranno tanti e tanti progetti da accarezzare, creare, coccolare. so che tutto questo mi manchera', magari chissa' potra' capitare di raccontare un domani ai nostri bambini di quando la mamma e' andata a londra per tanto tempo e il babbo l'ha aspettata. ma per adesso vivo questo presente che fino a un anno fa aveva contorni fumosi e faceva paura. mi vedo passeggiare per oxford street, piegare verso regent's street e vedere comparire il big ben. sono a londra. dio mio ci sono davvero. vivo qui non sono in vacanza.
e allora penso alle vite che sto vivendo, almeno tre...l'eleonora di londra di adesso, quella di siena del passato prossimo, quella di firenze nell'ovile caldo e troppo stretto di casa dei miei.
il post finisce qui senza una fine vera...sono solo pensieri presi e messi qui.
al prossimo giro, foto della scozia
sciaooooooo!!!!!!
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affetta da una forma grave di sindrome costa crociere, l'architettessa ha fatto ritorno in quel di loveridge road. il rientro in ufficio è stato uno dei più traumatici che ricordi. mentre cercavo di ricordarmi, nell'ordine: i nomi dei mie colleghi, quale fosse la mia scrivania e come si accendesse il computer, la domanda ricorrente che serpeggiava tra le mie meningi era "perchè sono qui? che posto è questo? e che fine hanno fatto le pecore?". ho vissuto il viaggio in scozia con la consapevolezza, forse prima ancora di partire, che questo viaggio mi avrebbe lasciato tanto tantissimo, e che forse sarebbe stato anche difficile spiegare le emozioni che avremmo provato. al contempo ho cercato, nei giorni prima della partenza, di non pensare troppo a come me la sarei aspettata, e tenere la testa sgombra come una videocassetta vergine per imprimere meglio ricordi e sensazioni. partire da londra in un sabato mattina piovoso, atterrare e vedere edimburgo, e piano piano raggiungere il nord, lasciandosi alle spalle città, negozi, macchine, a volte anche esseri umani è stata davvero un'esperienza emozionante, di quelle che, scusate l'espressione abusata, ci ricorderemo per tutta la vita.
gli alberi che si fanno piano piano più timidi e incerti, le giornate che si allungano fino ad avere il sole alle dieci passate, le pecore che, nel mare delle brughiere, si confondono con i sassi e i sassi con le pecore, il mare che diventa lago e il lago che diventa mare ma che sempre loch si chiama.
e gli scozzesi, che battono moneta propria, che parlano un inglese dall'accento quasi russo, che sorridono e salutano, orgogliosi di essere scozzesi ma dal profondo, senza ostentazioni folcloristiche o peggio ancora commerciali.
londra è lontanissima; lo è nei miei pensieri ma soprattutto nella percezione di chi vive qui. pochissime bandiere del regno unito, la regina forse manco sanno come si chiama. per chi abita nelle highlands il mondo inizia e finisce a inverness. a ricordare che siamo in UK, l'ubiqua presenza delle cabine telefoniche rosse, emblema tangibile e incontrovertibile dell'efficienza del regno.
di seguito, alcuni pensieri sciolti, pennellate a caldo, nell'attesa di riordinare le foto e i pensieri....quello che è filtrato dal colino a grana grossa, a un giorno dal rientro.
- l'emozione, già accennata, di guidare verso nord, riempiendosi gli occhi di montagne che precipitano a picco sul mare, di deserti sterminati di brughiera (quella brughiera che da piccola, leggendo i libri di conan doyle e soprattutto di herriot, facevo fatica a comprendere e immaginare), di scogliere aspre da colori rossastri che si aprono all'improvviso su spiagge bianchissime
- i colori incredibili e cangianti dal rosa, al salmone, al porpora delle abbazie allo stato di rudere degli scottish borders a sud di edimburgo, un nome per tutti melrose abbey
- il salmone affumicato più buono della storia, comprato in riva al mare in casa di una signora, e mangiato con le mani in macchina vicino ad applecross, sulla costa north west, aspettando che spiovesse...col cuore leggero perchè avevamo trovato il primo distributore dopo centinaia (e vabbè, licenza poetica) di chilometri
- l'alba limpidissima che abbiamo visto dalla nostra "camera con vista" sulla scogliera di birsay, alle orcadi, mentre il vento spolverava qualsiasi cosa gli si parasse di fronte
- l'arcobaleno più incredibile che abbia mai visto in tutta la mia vita, dopo che un acquazzone aveva spazzato via la foschia e reso vividi i colori
- il tramonto su tantallon castle, poco lontano da edinburgh, a picco sul mare
- i giorni di sole splendido che il padreterno o chi per lui ha voluto regalarci
- la commovente italian chapel alle orcadi, costruita e affrescata dai prigionieri italiani durante la seconda guerra mondiale, deportati quassù dopo essere stati catturati dagli inglesi in africa. commovente, attenzione, non perchè sono italiana o particolarmente religiosa (chi mi conosce lo sa)...ma perchè realizzata adattando una baracca militare, di cui all'esterno è ancora visibile la struttura; perchè iniziata da un gruppo di prigionieri che hanno sentito il bisogno di esprimersi, incoraggiati dai "carcerieri" che anzi, gli hanno mandato "rinforzi" da un campo di prigionia vicino...il che la dice lunga, o almeno è questa la mia illusione, sul trattamento che gli scozzesi hanno riservato agli italiani. l'autore principale, la mente, dell'opera, è stato addirittura rintracciato via radio per vie fortuite negli anni 60 dalla popolazione e invitato a restaurare gli affreschi che si stavano deteriorando; invito che ha accettato di buon grado. mi attardo su questa storia perchè mi ha sinceramente emozionato, mi è sembrata una piccola oasi di umanità nella disumanità della guerra. e perchè mi ha ricordato molto "Mediterraneo", quando il tenente - claudio bigagli affresca la chiesetta dell'isola dove la guerra li ha sbattuti.
- l'incredibile rosslyn chapel, così diversa da qualsiasi chiesa che avessimo mai visto, un vero e proprio scrigno al cui interno è stato scolpito in modo assolutamente anticonvenzionale e soprendente ogni millimetro quadrato. la stessa del codice da vinci, sì, ma lo abbiamo scoperto andandoci e comunque per quanto ci ricordavamo dal film, completamente diversa. e difatti, come ha spiegato in un ottimo scozzese il signore distinto che ci faceva da guida...hollywood ha delle ragioni che la storia dell'architettura non conosce: detto altrimenti, per il film hanno ricostruito completamente e a loro modo gli interni della cripta!
- la felicita', e permettetemi la nota squisitamente privata, di vivere tutto questo con la tenera metà, di passare insieme nove giorni (mai successo da quando le nostre strade si sono incrociate) e nove notti, scambiandosi impressioni su quello che stavamo vivendo e mescolandoli ai ricordi comuni e a progetti per il futuro.
...bene, basta così, per stasera da loveridge road e' tutto.
tornate a lavoro svelti svelti come coniglietti, che appena posso faccio una cernita delle 700 foto (giuro che non scherzo) e ve ne fo vedere qualcuna.
sciaoooooooooooooo!!!!
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...Sissignori, still alive :-) e anche parecchio in ottima salute, dopo una settimana da leoni, quella passata, in cui ho preteso di ignorare l'influenza e costei alla fine mi ha steso giovedì sera; giorno in cui tornata faticosamente a casa sono letteralmente schiantata sul letto alle sette meno dieci, con scarpe, borsa e sciallino. Il venerdi stavo così male che volevo la mamma, giuro, volevo il babbo e la mamma accanto a farmi le carezzine come quando avevo sette anni. E il babbo e la mamma prontamente sono arrivati! Bugia, c'è il barbatrucco: da una decina di giorni erano a spasso per l'Inghiliterra e quella di Londra in visita alla bimba era una tappa programmata da settimane (mesi). E' stato un fine settimana molto piacevole, di quelli che mi fanno rimpiangere di non averli qui vicino e poterli vedere tutti i fine settimana, loro come la sister neodottoressa. Giro per i parchi sabato mattina, con puntatina a un delirante Portobello, passeggiata a South Bank fino a Borough Market, visitina simbolica a Southwark; la sera avevo avuto addirittura l'ardire di invitarli a cena in quella che con un'espressione iperbolica definisco La Mia Casa. Che oltre ogni aspettativa ha superato l'esame materno, potere del relax vacanziero o della gioia di rivedere la figlia, fattostà che tutto è filato liscio. Domenica mercati, Greenwich (loro, lavatrice e faccende io), cena a Covent Garden. Se ne sono ripartiti lunedì mattina, e io mi sono piano piano riassestata nella routine, nel lavoro, eccetera. Allo studio l'andazzo è molto rilassato e il clima sgargiulo; Patrick è in vacanza, Daniel, che mi ha appiccicato l'influenza, l'infido, continua ad accusare acciacchi e strascichi, si trascina per lo studio canterellando jingle pubblicitari e muovendo le mani come farfalle. Stiamo facendo un lavoro insieme, per una villetta di ricconi, dove sono previsti lavori di repairs alla facciata posteriore, che a seguito di una subsidenza del terreno sta letteralmente ruotando con paurosi dissesti; già che ci sono i padroni di casa pensavano di fare alcune modifiche interne e di riorganizzare il giardino; un piccolo lavoro di relandscaping. Mi sto divertendo, soprattutto perchè le cose sostanzialmente le decido io, decido come impostare il progetto, decido IL progetto e lui fa le prospettive! E' un lavoro piccolo, ma come al solito mi viene data la possibilitaà di svilupparlo dall'inizio alla fine, compreso cioè la parte di schedule of works (un elenco dei lavori, una sorta di computo metrico estimativo senza i prezzi) e la specification of works, una via di mezzo tra un capitolato e una relazione tecnica, che per il 40%, come tutti i capitolati, si risolve fondamentalmente in un ctrl C - ctrl V....Per un altro lavoro che sto facendo, con Patrick, per una parrocchia, mi sto addentrando nel mondo dei materiali "eco friendly": piastrelle riciclate, laminati di gomma e sughero o pneumatici riciclati, pitture ecologiche, abbiamo pure scelto la cucina fatta in vasetti di yogurt con il piano di lavoro in tazzine di caffè di plastica. I colori sono sono di una bruttezza non comune, ma questa è un'altra storia...
La vera novità è che mi sono iscritta allo Swiss Cottage Leisure Centre, ovvero una struttura "per il tempo libero" di quartiere, di dimensioni abnormi: vi può accedere solo chi è residente nel quartiere, ci sono due piscine, campi da squash e da tennis, due piani di macchine fitness, corsi continui di ogni specie (dalla danza del ventre al pilates), sauna, parete attrezzata con vista su Adelaide Road per l'arrampicata, centro benessere, il tutto al coperto...fatemi essere esterofila, una cosa così in Italia secondo me ce la sognamo, almeno per la mia esperienza, soprattutto considerando che è un centro di quartiere e che come questo ce ne saranno magari una trentina sparsi per londra... la cosa carina è che è attaccato alla biblioteca di quartiere, e la cerniera è un bar/tavola calda a base fondamentalmente di prodotti biologici, con delle torte giganti di ogni tipo. Fortuna che i dolci non mi tirano. Così la mattina di buon'ora prendo la mia borsone gialla e arancio, farcita di accappatoio e asciugamani, e mi vado a fare un'ora di nuoto, una delle mie grandi passioni. Ebbene sì, l'architettessa è un'instancabile ranista, un anfibio con la cappellessa. Questa cosa del nuoto mi sta facendo molto bene, al di là del fisico, anche allo spirito...è un sintomo al tempo stesso del radicamento qui e dell'espansione degli orizzonti. Oltre al fatto che sto posto è friendly e accogliente, più di una palestra/centro sportivo, è un posto dove si va e si torna volentieri, a volte sono tornata anche dopo il lavoro per fare qualche corso...il water workout, la ginnastica nell'acqua. Trenta matrone culone, in buona parte dell'est europa, la sottoscritta e un signore indiano che si godeva lo spettacolo, alle prese con attrezzoni colorati e galleggiosi; quando è stato il momento di "correre" in cerchio per la piscina, brandendo dei lunghi salsiccioni variopinti, l'effetto doveva essere quello di un branco di ippopotami (mi ci metto anche io eh) incazzati...e quando è arrivato l'ordine di invertire la rotta, che dio mi aiuti, il risucchio mi ha quasi annientato.
L'altra grande notizia è che da domani l'architettessa per una settimana è chiusa per ferie!!! Raggiunta, hopefully, dalla tenera metà nella nottata, abbiamo il volo per Edinburgh domattina; macchina prenotati e b&b anche, per le prime due notti, poi qualche santo aiuterà. Il programma prevede di girare la Scozia lungo la costa in senso antiorario, su su fino alle Orcadi, dove passeremo due giorni, lungo la North Coast che si dice sia splendida, e giù per la West Coast, fino a chiudere quasi l'anelllo a Glasgow, meta finale. Sarà un viaggio a tappe forzate, si spera non troppo bagnato. La Scozia ci ha sempre tirati, e già che s'era quassù...
Per il momento quindi da Loveridge Road è tutto. Ci rivediamo dopo le ferie, buone vacanze a chi riuscirà a farle :-)
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sono tornata a casa una settimana, perchè l'ultimo elemento della dinastia dei pini (ma l'ultimo per davvero eh!), la diletta sorella, si è brillantemente laureata. in impeccabile italian style abbiamo saputo la data esatta pochissimi giorni prima, il che mi ha permesso di regalarmi il lusso, a maggio, di prenotarmi un'intera settimana di tuscan sun. che a onor del vero c'è stato, pure troppo. non ero più abituata al caldo vischioso di firenze, che ti paralizza le meningi prima ancora che il corpo. dopo aver dormito si e no 5 ore a notte a causa del caldo, generalmente riacquistavo l'uso della parola e la facoltà di coerente pensiero attorno a mezzogiorno, giusto in tempo per la signora fletcher. le facoltà cerebrali e sensoriali attutite mi hanno consentito di vivere, come dire, meno di petto la vexata quaestio del lodo alfano, delle intercettazioni, dell'iniziativa boomerang di grillo, guzzanti eccetera. è stata una dimensione molto intima, anche perchè erano anni che non passvo una settimana di fila in casa, nella mia camerina con la carta da parati consumata, le mie foto di quando ero grassottella, la contrada del drago in ogni angolo delle pareti, la foto del primo compleanno di una bimba imbronciata, biondissima e di celeste vestita. ho ritrovato odori, suoni, ritmi, procedure, assurdità. è stato come riindossare le vecchie ciabatte, che a volte tornano male, o sono scomode, di certo non ci cammineresti tutta la vita. ho aperto l'armadio centrale, quello con l'anta grossa. qui sono da sempre custoditi i più reconditi segreti, o meglio ancora le cose più importanti, stratificate nel corso di almeno 20 anni. la collezione dei profumini (più di 100!), il libretto, l'argilla in polvere per la maschera all'argilla, bollettini pagati negli anni novanta, pupazzini...queste erano le cose importanti per me fino a poco dopo la laurea, prima di lasciare stabilmente questa camera forse per sempre. cose che fino a poco tempo fa (anche solo fino alla scorsa estate) non avrei mai buttato...e che in questi giorni sono stata tentata di volare nel cestino. tanto cambiano le prospettive, forse con la distanza, forse con i 30anni. forse con una rinnovata o acquisita consapevolezza che quello di cui ho bisogno per sentirmi io alla fine sono solo io, il mio cervello e poco altro. escludendo ovviamente gli affetti, ma stiamo parlando di altro. forse è questo che mi fa sentire me stessa, mai sola o sperduta, in un minuscolo monoloculo di kilburn, da dove vedo passare e fermarsi le overground. ed è questo che mi fa sentire, in mezzo alla folla e al casino, un essere pensante e volente; o in mezzo alla solitudine non sempre, ma spesso, una paperella di plastica che non affonda mai e che alla fine si ritrova sempre a capino insù. non mi mancava firenze, che ho vissuto con la spensieratezza dell'universitaria che per l'estate ha finito gli esami e se ne riparla a settembre; non mi mancavano le polemiche inutili che sento per strada, i concittadini che invece di parlare berciano, non mi mancava il caldo che mi ha trasformato le gambe in due zampogne e le lenti a contatto in due fette di lardo di colonnata. mi mancava, ma non lo sapevo, la vita "serena" di tanti anni fa, dove le preoccupazioni avevano un altro sapore e un altro impatto su di me...non erano, come dire, strutturali, esistenziali. generalmente passavano a esame superato. a proposito di preoccupazioni strutturali: sono circondata, come è comprensibile, di coetanei che si sposano e soprattutto si riproducono. la notizia che non mi ha fatto dormire la seconda notte di permanenza (a parte il caldo il rumore e le zanzare) è stata la nascita del bambino di un'amica, libera professionista solo di nome e non di fatto, odontoiatra. appresa la lieta novella della gravidanza, il principale dell'amica, a sua volte sedicente amico, le aveva assicurato che, in virtù dell'amicizia che li legava, le avrebbe mantenuto il posto. naturalmente non le si erano manco rotte le acque che era già stata "allontanata". da febbraio è la mamma felice di un matteo (per fortuna il marito lavora) ma disoccupata. lo so che non vi racconto novità, che al posto di odontoiatra poteva esserci scritto commercialista, avvocato, ingegnere, architetto...tutti sulla stessa barca, che sta affondando nemmeno tanto lentamente, il cui timone è in mano a un gruppo di delinquenti a cui interessa fondamentalmente mettere al sicuro il deretano proprio e quello di amici e parenti. per parte mia...l'avete visto "mediterraneo"? forse avevo 13 anni quando uscì, ma una frase mi colpì, all'inizio. quando il tenente descrive i propri uomini: avevano tutti quell'età in cui non sai ancora se metter su famiglia o perderti per il mondo.
bene. da via aretina, firenze, per oggi è tutto. prossima puntata da loveridge road.
vi abbraccio
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uuuhh allora alla fine e' successo davvero! OGGI COMPIO 30 ANNI
!!
mi avevano avvertito, prima o poi doveva succedere...sto cercando di prenderla con filosofia, la maggior parte delle persone che conosco ha piu' di trent'anni, qualcuno addirittura 30x2, rari casi di mia conoscenza 30x3...e vedo che tutto sommato, male non se la passano (con qualche eccezione per il 30x3 a onor del vero)...
oggi c'e' il sole, e domani pare che ci sara' anche in italia (e piovera' qui :-P)
avrei voluto fare un sacco di cose entro i trent'anni: alcune le ho fatte, altre non ci sono riuscita ma rimediero' nei prossimi trenta; e ne ho fatte altre ancora che non erano nei programmi, delle sorprese, dei regali che mi sono fatta durante il viaggio. il perseguimento del fine ultimo di tutto, ad ogni modo, la ricerca della felicita' (e/o della serenita') direi che ha ricevuto un ottimo aiuto da quando sono quassu'! e il mio soggiorno londinese a volte assume i tratti di una meravigliosa vacanza a cavallo dei trent'anni.
oggi festicciola veloce in studio (ho comprato due dolcini da m&s), stasera cena con pochi intimi (trent'anni a londra si fanno una volta sola e valeva la pena di festeggiare!), domani rimpatrio e cena coi miei e sorella (festeggeremo 4 compleanni, spalmati tra il 4 ed il 23 giugno...), sabato pranzo con alcuni degli amici piu' cari...UN GOZZOVIGLIO GENERALE INSOMMA.
tornero' a londra ingrassata di 4 chili, ma va bene.
bene, detto questo...iniziero' a fare qualcosa :-)
cheers!!!!!
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sciao cittini!! l'ultima volta vi avevo lasciato in sospeso un discorsone su hampton court, promettendovi amenità a seguire. qual'è la storia, brevemente, del palazzo? fu costruito dal cardinale wolsey, un ribelle (cosi' lo definiscono le guide) cancelliere di enrico VIII, come dimora ecclesiastica. quando il re gli chiese per quale motivo avesse bisogno di una dimora così sfarzosa, il cardinale rispose che era per "dimostrare che nobile palazzo un suddito poteva offrire al proprio sovrano". la volpina risposta gli valse la caduta in disgrazia presso il sanguigno re e la conseguente requisizione del palazzo; un'altra versione della storia sostiene che il cardinale fosse caduto in disgrazia per proprio conto, e che il re si offrì di acquisire la dimora. fattostà che vi si trasferì nel giro di poco, apportandovi al contempo numerose modifiche ed aggiunte. per due secoli, fino alla morte di giorgio II nel 1760, fu la residenza della corte. nel 1689 william II incarico un tale wren di modificare le ali sud ed est e di aggiungere la banqueting hall. il palazzo è quindi, come spesso capita, il risultato di stratificazioni che si sono susseguite per almeno due secoli. oggi la maggior parte del palazzo ospita i "pensionati" della corona: fu proprio uno degli anziani residenti nel 1986 a causare uno spaventoso incendio, per la mania molto retrò di leggere a lume di candela...
l'altra grande attrazione di hampton court sono i giardini, dove ho un po' giochicchiato con la macchina fotografica...


qui si trova la great vine,
ovvero la vite più lunga e più antica del mondo, piantata si dice da "capability" brown tra il 1768 e il 1774, che ricopriva la carica di supervisore dei giardini e delle acque di giorgio II. i rami misurano mediamente 33 metri, il più lungo si dice 75; produce ogni anno 700 grappoli di uva nera d'amburgo, acquistabili per una ventina di pounds negli shops del palazzo...
il giardino pare che sia abitato da un cervo, che dovrebbe essere il discendente di quelli introdotti da enrico VIII, famoso oltre che per l'hobby della collezione di mogli anche per la caccia e i conseguenti lauti banchetti.
altra attrazione su cui vale la pena attardarsi è il famoso maze, il labirinto, di cui oggi non rimane che un misero pezzo di un qualcosa di enorme, in cui perdersi era garantito e al tempo stesso allucinante. trovare il bandolo della matassa ci ha tenuto impegnati per una ventina di minuti e altrettanti per uscire, dato che abbiamo voluto riprovare il brivido. in realtà devo ammettere che è stato quasi un piece of cake, un gioco da ragazzi; due anni fa all'interno del labirinto di schonbrunn dopo 45 minuti che giravamo a vuoto avevo francamente iniziato a pensare che ci avrebbero ritrovato fossili tra un paio di milioni d'anni.
bellissimo e profumatissimo naturalmente è anche il roseto.
come i più acuti di voi avranno intuito le rose ormai stanno diventando una specie di monomania per l'architettessa, vi ho ammorbato e vi ammorberò con milioni di foto di rose e fiori in generale, più adatti a un blog di botanica comparata che non di architettura.
l'altra cosa carina (e cara) di hampton court è il festival della musica, dell'opera e del ballo, che si tiene d'estate, io avevo capito a luglio ma vi ci siamo imbattuti sabato. fondato nel 1993 il festival propone artisti di fama internazionale, tipo josè carreras, van morrison...sul palco all'aperto della corte tudor; l'intervallo è particolarmente lungo per permettere agli spettatori di fare il picnic nei 20 ettari di giardino.
questo accadeva sabato. domenica ho trascinato la dolce metà, che in realtà non ha opposto resistenza, a regent's park nell'inner circle a vedere, e ridaje, le rose


(alzi la mano chi ne dubitava). pic nic pianificato da giorni, per cui l'architettessa si è alzata (attenzione, non svegliata), da brava massaia, alle sette per mettere a lievitare il pane alla zucca e la focaccia. ma ne è valsa la pena! mentre mezza italia era sommersa dall'acqua, ci siamo goduti 26 gradi di sole e la conseguente tintarella inglese...la sezione fiorentina del servizio meteorologico nazionale (i miei) hanno svelato l'arcano: l'anticiclone delle azzorre quest'anno ha piegato verso il nord europa, lasciando il sud a guazzo. non dico che quassù si schianti di caldo, si oscilla tra i 18 e i 26 gradi, ma diciamo che almeno per il momento mi sto godendo una quasi estate insolitamente calda e asciutta.
ed ecco l'architettessa pronta per il pic nic con la borsina blu delle susine...

bene cari, per ora è davvero tutto. saluti e baci e a presto. sciao!!!!
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cittini cari, buondì e buon inizio settimana..la mia sarà una settimana corta, dato che venerdì è previsto il rimpatrio per onorare con i dovuti crismi il 30esimo (sigh) genetliaco dell'architettessa. ricorrenza che a onor del vero cade il 19 ma siccome son tirchia (anche di ferie) ho deciso di chiedere solo il venerdì.
è domenica mattina, sono le 10.03, il tempo è splendido e incredibilmente ho aperto gli occhietti a un'ora consona a un giorno festivo: le sette. mi sto per così dire costringendo a rimanere in casa almeno la mattina, dato che dormendo poco e stancandomi abbastanza, poi, più che la stanchezza, nel corso della settimana mi sale l'acido e il giramento di co****ni. soprattutto la settimana appena trascorsa non è stata esattamente rilassante sia in termini fisici che mentali: oltre ad aver corso a destra e a sinistra per motivi personali/casalinghi, venerdì ho avuto la prima consegna seria, di un lavoro che seguo solo io con il socio anziano, il che significa sostanzialmente che seguo solo io. in realtà più che una consegna si è trattato di preparare tutta la documentazione da mandare alle ditte per fare le offerte, un piccolo appalto diciamo. il tutto nella fattispecie sono, oltre ai disegni, alle missive formali e ai moduli da compilare da parte delle ditte, quella che viene definita specifications of works, che è un misto tra capitolato generale e speciale d'appalto, relazione tecnica, contenente alla fine la descrizione sommaria dei lavori - diciamo un computo metrico senza le quantità, che le ditte devono prezzare. il tutto condito da appendici, schede tecniche, foto...insomma altri nomi e forme leggermente diverse, mischiate e amalgamate in altri modi, ma cose note. quando venerdì pomeriggio tardi sono uscita dallo studio mi sono sentita leggera e tutto sommato soddisfatta di me stessa, dato che tutto questo ambaradan lo avevo gestito io e si era arrivati alla fine. la parte più ostica è stata naturalmente inseguire e farsi "considerare" (avrei usato un altro termine poco adatto a una gentildonna...) da patrick, che ha la perniciosa tendenza a sguisciare via come un gozzuto anguillotto quando meno te lo aspetti, lasciandoti lì come una cozza con le tue scartoffie da firmare o un discorso a metà. questo per dire che, dopo aver macinato i chilometri anche ieri, stamattina sto cercando di orizzontalizzarmi sul letto e dedicandomi ad attività che non mi portino più lontana di mezzo metro dal letto stesso. due in particolare: scrivere il blog e compilare lo "staff appraisal". trattasi sostanzialmente di un questionario a risposta aperta, diramato dallo staff amministrativo dello studio, grazie al quale si può esporre, in modo opportunamente preconfezionato, il proprio sentire: cosa ti piace/non ti piace dello studio, e perchè? quali sono gli aspetti più difficili? e quelli che ti piacciono di più/di meno?che tipi di lavori vorresti fare? hai qualcos'altro da dirci? il 23 giugno alle 2pm, sono stata scheduled per parafrasare e commentare il questionario davanti ai soci e a nicky dell'ufficio di cardiff, la zazzerina più cotonata e retrò d'inghilterra: abbigliamento e soprattutto acconciatura che mi riportano ai tempi di "casa keaton" o "genitori in blue jeans". sto questionario mi sta indigesto come tutte le cose da compilare e me lo sto rimpallando da giorni, solo che il 18 devo rimandarlo compilato a zazzera jo.
in realtà in questa domenica mattina volevo anche raccontarvi la gitarella di sabato scorso, in diletta compagnia, ma lo dividerò in due puntate. un una londra semideserta la mattina alle otto, raggiunta a stazione di waterloo, siamo partiti alla volta di hampton court,
forse la residenza più splendida e vasta di tutti i palazzi reali inglesi. adagiata sulle rive del tamigi e circondata da 24 ettari di giardini, è associata soprattutto ad enrico VIII: i fantasmi delle sue numerose mogli si dice che tutt'oggi vaghino senza requie per le stanze degli appartamenti reali. le principali sezioni visitabili sono gli appartamenti di rappresentanza di enrico VIII, con la bellissima great hall, il cui soffitto a capriate intagliate e sontuosamente decorate è una delle cose più stupefacenti che ho visto finora in UK, e che ha meritato il torcicollo che ne è conseguito. qui gli attori di shakespeare si esibivano davanti a elizabetta I. sempre del periodo tudor sono le enormi cucine,
restaurate di recente: immensi ambienti con enormi camini anneriti, utensili, attori in costume che preparano piatti seguendo ricette del XVI secolo. infine, altre tre sezioni: i king's apartments appartenenti al re william III, i queen's apartments della moglie di william III, entrambi realizzati a cavallo del XVIII sec e pensati con finalità di rappresentanza e cerimoniali. le georgian rooms, mostrano invece l'aspetto più familiare e privato dela vita reale.
alcuni dettagli...

la selva di comignoli, uno diverso dall'altro, che mi hanno ricordato gaudi'

bene per oggi ho finito di tediarvi.
domani o nei prossimi giorni foto, curiosità e amenità. vado a compilare il questionarietto...sciao cittini, cheers!
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L'avevo aspettato per tutto l'inverno e finalmente ci siamo. Domenica, sotto un cielo sunny intervals per dirla con la BBC, mi sono fatta un giro all'Inner Circle a Regent's Park, tra migliaia e migliaia di rose fiorite, dai colori e dai profumi piu' spettacolari. Fiori cosi' carichi di petali, cosi' carichi di pura vita da domandarsi come l'esile gambo li sorreggesse...la vita che esplode con una carica di energia che ogni volta mi lascia senza fiato: un bel carciofo maturo, una donna agli ultimi giorni di gravidanza, una magnolia carica di fiori. (Si', deve essere senz'altro la primavera che mi fa svarionare cosi').
Le foto naturalmente sono state fatte con il solito telefonino del menga. L'architettessa possiede anche una macchina fotografica che ha abilmente sottratto al principe "consorte", ma ha il problema che le pile vanno caricate e questo anche l'architettessa un l'ha capito. Piccolo preambolo per dire che ste foto al solito fanno schifino, e le ho pure ritoccate con photoschioppe, ma suvvia, fatevele piace'.




Bene, potete tornare alle vostre sudate carte :-)
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Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
Sotto le torri - una senese a Londra
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- I have a blog...siore e siore, Silvia M.
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