Partenza
Ok, ci siamo.
A Delhi il cielo e' sereno e la temperatura e' quasi di quaranta gradi.
Sono le 10:24 p.m..
Con le valige straboccanti ci stiamo avviando verso l'aereoporto.
Arrivo previsto a Venezia per le 10:55 a.m..
Scrivero' dall'Italia la prossima volta.
Purtroppo.
[link]
Rassegna stampa...
[link]
Char Dham
Siamo tremendamente in ritardo: dovevamo lasciare Chandigarh il 12 di aprile ed invece siamo ancora qua, a far fotografie, intervistare e rubare cartografie.
Ma si poteva rifiutare l'invito ad andare per cinque giorni in alcuni luoghi del Char Dam, lo yatra (pellegrinaggio) che ogni hindu vorrebbe fare almeno una volta nella vita sperando di conquistarsi il paradiso?
Il Char Dham e' un percorso che congiunge le quattro sorgenti spirituali dei fiumi sacri dell'induismo: Yamma (Yamenotri), Gange (Gangotri), Mandakini (Kedarnath) e Alaknanda (Badrinath). Si estende interamente nella regione del Garhwal, nello stato dell'Uttaranchal, al confine con la Cina.
Rishikesh
La citta' culla dello Yoga.


Risalendo il Gange














Joshimat
La strada e' stretta e pericolosa: in alcuni punti il traffico viene fatto scorrere a senso unico, con conseguenti lunghe attese.






Badrinath







Il primo bagno nel Gange....

















Haridwar



Il secondo bagno nel Gange...



Dhera Dun

[link]

-Hei! Fermati un attimo! Guarda! -
-Cosa?-
-Il semaforo, l'uomo del chai e la casa dietro...fantastica! Prepara il cavalletto! -
-Ok, prepara il 55 -
-Mmmm..., non mi piace! -
-Ma e' in bolla?-
-Ma certo che e' in bolla, non vedi?-
-Proviamo con il decentrabile!-
-Ok-
-Mmmmmmm...troppo larga-
-E avvicinati!-
-Non so, non mi convince!-
-Ma lui la farebbe cosi'?-
-Bo! Forse no...-
-Beh facciamola...con che diaframma?-


E' difficile girare sapendo che dobbiamo inscatolare tutta la citta' in un centinaio di foto. Ogni muro, ogni persona, ogni riflesso diviene inquadratura e resa cromatica ed il presente perde forza, divenendo passato da usufruire nel futuro.
Quanto ammiro Jim: solitario viaggiatore canadese, per scelta senza macchina fotografica...
Chissa' cosa ne penserebbe Antonino Paraggi...
[link]
capitol complex: prima, durante e dopo la pioggia























[link]

Vorrei parlarvi di notti fantastiche, passate a ballare "punjabi" fino all'alba o a vagare in compagnia tra un locale e l'altro di questa Beautiful City...ma non e' cosi'! Chandigarh sta sveglia fino alle 22 o al massimo fino alle 23, dopo di che va a dormire per svegliarsi alle prime ore dell'alba.
I locali aperti fino a tardi non sono molti e spesso sono per turisti, il che vuol dire che sono expansive! Ma cosa fanno i giovani universitari (e non) la sera?

Beh, i lughi di ritrovo sono i market: dalle 20 alle 22 i ragazzi si ritrovano per una ventina di "vasche" mentre bevono un mango o un banana shake, ma niente birra o altro: in India e' vietato bere all'aperto alcolici! Ma in realta' qui si beve molto, ma nella propria macchina! Il whisky (vodka,...) si compra nei wine shop, che spesso sono delle baracche ai bordi delle strade dei villaggi attorno Chandigarh, e poi si gira per ore (fino alle 23!!!) lungo le strade rettilinee della citta', facendo attenzione che la pula non ti veda...


Quanto rimpiango i goti veneziani!!! Aspettatemi che arrivo, forse...
[link]
A 250 chilometri da Chandigarh e ad appena 30 chilometri dal confine con il Pakistan, sorge Amritsar: la citta' del tempio d'oro, principale luogo di culto dei sikh.Percorriamo la strada di notte, prima in autobus e poi in macchina, per poter essere all'Hari Mandir per l'alba. La citta' ci accoglie con un caldo soffocante ed un ingorgo stradale che nemmeno i pedoni riescono ad attraversare...e sono solo le tre del mattino!

Ma ne vale la pena: appena entrati nel complesso lo spettacolo e' fantastico...
L'Hari Mandir e' circondato da uno specchio d'acqua chiamato Amrit Sacovar: una specie di enorme acquasantiera dove i pellegrini fanno il bagno. Per giungere al tempio si deve attraversare il Ponte del Guru...

...non so quante persone esattamente ci fossero, ma per percorrere pochi metri ci abbiam messo quasi un'ora!





[link]


La spianata e la "vasca" antistanti la main ouverte (grazie Chiara e grazie Frank), di sera divengono il piu' affollato stadio di cricket di tutta Chandigarh anche se in realta' i giocatori e gli spettatori sono i ragazzi dei villaggi a nord-est della capitale.
Come dicevo non potevo ignorare la proposta di un match indo-italiano! Ma chi conosce le regole? Esiste una squadra italiana di cricket? Assomiglia al baseball? Capirete quindi la mia difficolta' nel darvi un resoconto della partita.



So solo che dopo poche battute e dopo pochissimi lanci mi son visto elimanare tra lo scherno degli spettatori. Scusatemi: la prossima volta tentero' di difendere in modo migliore i colori nazionali!
[link]
Complimenti al prezzemolo steineriano, complimenti a chi si e' occupato di trasporti, complimenti a chi ha scavato ancora nelle cave e complimenti a tutti gli altri. Mi dispiace non esser stato presente alle vostre lauree...ma spero verrete alla mia!
Tra attese per degli autobus che mai arriveranno, incontri con guerrieri senza piu' battaglie e corse su tuc-tuc senza ammortizzatori il nostro lavoro per la tesi procede nonostante caldo soffocante. Per fortuna Chandigarh e' disseminata di Gurudwara: i luoghi di culto dei sikh. Qui chiunque puo' entrare, (indipendentemente dal suo credo) non solo per pregare, ma anche per mangiare e per dormire (free), ad ogni ora del giorno! Basta levarsi le scarpe, lavarsi le mani e coprirsi il capo...

...ormai siamo di casa! L'unica cosa e' che tutti mi voglion convertire al sikhismo...vi faro' sapere!
[link]
Ombre...

[link]

Ok: Chandigarh e' funzionale, pulitissima, con quasi il 90% del territorio ricoperto da verde, ma magari tutte le citta' del Punjab sono cosi'!
Per verificare accettiamo l'invito di un nostro amico di andarlo a trovare a Ludhiana: appena un centinaio di chilometri di distanza dalla capitale ma ben tre ore e mezza di autobus senza portiere!
Dai locali viene chiamata la "Manchester indiana" per l'alto numero di industrie...e si vede!

Attraversare il centro storico e' praticamente impossibile: le strade sono un agglomerato compatto di pedoni e centauri: forse e' questa la vera citta' indiana! Fortunatamente per noi l'amico ci fa da guida per tutto il giorno: dopo l'avventura del centro ci spostiamo nella sua fattoria: la campagna intorno sembra uguale a quella di Chandigarh: campi di grano e ciminiere.

Come nel resto del Punjab, anche qui la popolazione e' in maggioranza sikh: capelli lunghi, barba e turbante: mi mancava solo quello...


ora ce l'ho!
[link]

Buona Pasqua a tutti!
Scusate il ritardo e la penuria di aggiornamenti del blog, ma l'attraversamento di Chandigarh si rivela piu' difficoltoso del previsto! Ogni giorno (o quasi), partiamo alle 5:30 del mattino, per evitare il caldo delle ore centrali, ma veniamo puntualmente invitati a bere del chai, a mangiare delle samosa, dosa ed altre pietanze tipiche. Rifiutare e' un'impresa praticamente impossibile: raggiungiamo le ore centrali della giornata con lo stomaco che scoppia e duecento inviti per il pranzo! Altro che dimagrire in India...
Dopo la siesta sotto uno dei numerosi alberi di mango si riprende a camminare per i settori, ma il cellulare inizia puntualmente a suonare: inviti per la cena o un aperitivo...viva l'India e la sua ospitalita'!!
[link]
archivio:
i post di giugno 2006
i post di maggio 2006
i post di aprile 2006
i post di marzo 2006
Chandigarh? Ma certo: Le Corbusier, la main ouvert, il campidoglio, le 7V, le unità di vicinanza! E dopo? Sono riusciti gli indiani ad appropriarsi di questo modello di città? Lei ha modellato loro o loro hanno modellato lei? Una tesi per scoprire come si vive nella capitale del Punjab e dell’Haryana , un viaggio per scoprire come si vive in parte l’India del Nord, tra elefanti, manghi e ....
Raffaele e l'India
la posta:
