european day of languages, 26 september 2005
Italy seems to be one of the worst country in learning – teaching and speaking English. That’s the result of a inquiry of the Council of Europe about knowledge of foreign languages in each European country.
Today I found this celebration, so I took the decision to write in English…you can see I’m not so able in doing it, but it doesn’t bother me...I’ll try…mistakes too help me to improve!
We’re in Europe!![]()
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To be able to speak another language is good, it allows you to understand culture and society of places you’re seeing. And I think it trains your brain doing new things!
Marking this year's European Day of Languages (Monday 26 September) the Council of Europe has underlined the importance of having common standards for teaching and measuring linguistic competence.
The objective is Celebrating linguistic diversity, plurilingualism, lifelong language learning.
The European Day of Languages was created during the European Year of Languages in 2001, a Council of Europe initiative with the European Union. Throughout Europe, hundreds of activities celebrating language diversity and promoting language learning will be held on 26 September.
Celebrating languages means celebrating diversity; speaking to other people in their language means opening yourself to them and breaking down linguistic and cultural barriers.
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dialeto veneto:
Anca dei dialeti non gavemo da desmentegarse, la someia na roba da veci ma la fa parte de nialtri!
Xe el modo de ciamar i mestieri ke ne fa capir come xemo crexù…non stemo a pensare ke la lingua italiana la xia meio…la serve depì para scrivere.
LINKS:
http://europa.eu.int/comm/education/policies/lang/awareness/day05_it.html
Thank you Marta! Where have you been in Erasmus?
Good luck for new adventures!![]()
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Chiampo (vi), 24.09.2005
ARRIVATO SANO E SALVO![]()
Sfinito, frastornato, felice e già nostalgico...per ora sono soddisfatto di essere riuscito nell'impresa di portare fin qui 54 kg di bagaglio a mano senza pagare!
Sono stato accolto all'aeroporto: <
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Lasciamo sedimentare ancora qualche ora l'incredibile quantità di informazioni che ho reperito...poi dichiarerò aperto il forum sul Brasile!
Ci sono molti aspetti di cui non ho ancora trattato a fondo(causa mancanza di tempo) ...in primis le città di Salvador e Brasilia!
BENRITROVATI TUTTI
Abração
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Amsterdam, aereoporto Schipol, 22.09.05
Dopo aver consultato una buona mezzora il pavimento dell'aereoporto in stato semidepressivo ho preso questo computer per fissare le sensazioni di questi istanti: mi sembra di aver fatto una cazzata! Tornare in Europa!
Si' l'europa ora e' un solo paese...paragonando le dimensioni del Brasile mi sembra un' unica entita' geo-politica...
Mi manca pazzescamente il Brasile!
Non mi ero reso conto della partenza, sono triste e commosso per la felice riuscita dell' esperienza...tristezza e felicita' sono due sentimenti contrastanti ma che vengono spesso insieme...
Ci provo a non farlo...ma il pensiero di quando potro' tornare a Belo Horizonte mi tormenta sin dalla primissima partenza in autobus dalla stazione...
Qui non mi sento a mio agio, ci mettero' poco (lo immagino) a riambientarmi, ma non sara' la stessa cosa...una parte di me e' stata consumata e un' altra e' nata.
Qui mi immagino tutto come prima...in realta' non arrivero' mai ad accettare di essermi perso qsa!
Mi devo laureare!
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Ieri ho conosciuto Marta e Fernando dello studio MMBB di Sau Paulo...lavorano con Paulo Mendes da Rocha e la loro architettura mi commuove
Sta scadendo il tempo utile ad
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Qui a Sao Paulo c ´e la classica pioggiarella di questa affanata metropoli, mi trovo al mercado municipal...una sorta di mercato fatto di bancarelle disseminate lungo le vie del quartiere...sono sfinito, salutare belo horizonte ?stata dura!
Mi stavo abituando, stavo entrando in sintonia con lo spirito della citt?..vabb? qui sono sicuro che troverei sempre una porta aperta...ci sono vari studi di architettura con i quali ho preso contatto...persino in universit?intuisco delle possibili chances...Ieri ho finalmente presentato il lavoro di Hybris city di fronte a 60 studenti del primo anno...che faticoso!Non pensavo, ma essere un professore richiede grandi capacit?comunicative, pazienza, capacit?di coordinare le spiegazioni...altrimenti la gente si annoia...come nel mio caso! E stata comunque una buona esperienza...
Bene, stasera prover?ad imbarcarmi sull aereo...ci sono 6 valigie stracolme da far passare al check in...ci riuscir?![]()
Dovr?mettere in pratica le mie doti di interpretazione drammatica...
MEDO![]()
Ma ci sono ancora molti racconti che vi vorrei elargire...
d ora in poi lo far?con pi?calma dalla scrivania di casa...
Grazie per avermi sostenuto, mi avete fatto mancare meno l italia e la vostra compagnia!
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A PRESTO BRASILE
Foi mesmo legal de ficar aqui![]()
Matteo
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Belo Horizonte - Minas Gerais - Brasil, 19.09.2005
Anche questa avventura è ahimè in fase di chiusura...tempo di bilanci, promesse, previsioni, progetti, sogni...?
Fino ad un certo punto...mi sto godendo gli ultimi momenti in terra brasileira senza frustrarmi troppo per la saudade che terrò una volta giunto in italia, sono soddisfatto: sono stati 2 mesi molto intensi, ho visto e conosciuto molte realtà diverse dalla mia, mi sono relazionato in maniera intima e sincera con le persone del posto, con i luoghi lambiti in questo viaggio, ho sussurrato alle città visitate di confessare qualche piccolo segreto che ad una prima vista potrebbe sfuggire all'occhio attento del viaggiatore.
Ho instaurato una relazione con Belo Horizonte inizialmente superficiale, via via mi sono fatto convincere e ho accettato il caldo abbraccio che mi ha porto.
Qui comincio a sentirmi a casa, una effimera ma vera infrastruttura sociale sta accompagnando questa fase terminale della spedizione sudamericana.
E' incredibile, mi sento cambiato. Oh, quanto influenza la propria personalità e identità, la lingua che parliamo, il cibo che mangiamo, la città che abitiamo, la società con cui dobbiamo relazionarsi!
Che cos' è cultura?
Mi sento italiano fino all' osso, ma la mia pelle sta respirando l' aura di un' entità maggiore, una brezza mi si infiltra nei pori della mente per impollinare quei fiori di loto carenti di verità.
Ma ci rendiamo conto della grandezza della cultura italiana?!
penso che stiamo sottovalutando la nostra cultura, che fa scuola (tuttora) in molti paesi europei ed extraeuropei!
Perchè non ristabilire un proficuo contatto con gli emigranti italiani che vivono all'estero, o loro discendenti, che hanno esportato i valori del nostro popolo?
Sarebbe un'occasione per allacciare fertili rapporti internazionali, culturali (linguistici), politici, finanziari...globalizzazione? No! e' un fenomeno più antico...siamo uno dei più grandi esportatori di cultura al mondo!!!
Quando ce ne renderemo conto!
Quando la cultura diventerà un bene di scambio, valorizzato e investito?
Non sto parlando di mercificazione della cultura, ma consapevolezza della mia-nostra identità e volontà di aggionare e vivificare il substrato socio-culturale delle future generazioni.
Perchè aspettare che siano solo gli altri a fare visita al nostro paese?
L'italia non si ferma ai meri confini politici dello stato.
E' sulla bocca di tutti, con i mille stereotipi che la contraddistinguono, veri e non, ma questo fa parte dell'italiano...un pò fanfarone e chiaccherone, buona gente alla fine...anche troppo.
Siamo romani, una delle civiltà più antiche ed evolute al mondo. Ah!Pompei che sublimazione!
Viviamo nella storia, sulla storia, ma non ci dobbiamo accontentare di vivere di storia!
Divertiamoci a inventare nuovi musei della contemporaneità, mescoliamo il vecchio con il nuovo ancora da modellare...
VIAGGIAMO - LEGGIAMO - ascoltiamo quel vicino di casa, immigrato negro ebreo mussulmano di m..
e scoprimeremmo nuovi orizzonti.![]()
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Senza spendere tanti soldi per giunta.
Lovedifference
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Esco a comprare un pò di cibaria da portare in italia.![]()
Um abraço
Matteo
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Bom final de semana gente!
Arrivare a Brasilia dopo aver conosciuto Salvador de Bahia rappresenta uno shock emotivo a cui non mi ero preparato...la mia fantasia aveva viaggiato abbastanza su questa cittá nata dal nulla!
Brasilia é una cittá di 2 milioni di abitanti c ostruita in soli 3 anni: si vede!
Nel 1955 Juscelino Kubitshek veniva eletto presidente del Brasile e subito si fece carico di erigere la nuova capitale del Brasile, in un punto strategico che potesse collegare la maggior parte delle cittá brasiliane.
Si narra che Don Bosco, prete salesiano vissuto a Torino, aveva predetto la nascita di una futura cittá nel baricentro del Brasile nel 1883...dopo anni di controversie discussioni veniva scelto il sito: la cittá sarebbe nata sull´altopiano del Pianalto, di fronte al lago Paranoá.
Nel 1956 il concorso bandito per redigere il piano regolatore veniva vinto da Lucio Costa, l´urbanista di Brasilia.
Successivamente vennero chiamati O.Niemeyer com architetto (vi ricordate?aveva lavorato per Kubitschek a Belo Horizonte nel quartiere di Pampulha), Burle Max come paesaggista, nonché molti artisti emergenti come lo scultore Ceschiatti.
Molti ritengono essere Niemeyer l´architetto di Brasilia, il che non é corretto!
Niemeyer ha contribuito progettando numerosi palazzi, alcuni pregevoli (palacio do Itamaraty), altri ripetitivi e non all´altezza dei primi.
FORMA URBIS_
Chi la definisce la fusoliera di un aereo, chi un´arco con la freccia pronta a scoccare...secondo me é il segno della croce, cardo e decumano, che si deforma per la prossimitá dei braccio del lago Paranoá.
Brasilia rappresenta la forza, la violazione dell´essere umano di fronte alla natura. L´architetto é uno stupratore di spazio. E mi domando: che cos´é l´architettura?
Mi sono ricordato delle parole di Luigi Snozzi chiudendo una conferenza allo IUAV:
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> Brasilia é prima di tutto vuoto, definito da arroganti e pretenziosi interventi.
A discapito dei principali problemi del Brasile (come fame, scarsa educazione, scarse condizioni igieniche) si é preferito investire molto denaro nella costruzione della cittá meno vivibile che abbia finora visitato.
Il caso di dire: una cittá NON a misura d´uomo.
Spostarsi é complicato, é necessaria l´automobile, e il trasporto pubblico é inefficente.
Ma presenta il suo fascino questa cittá fantasma, e responsabilizza qualunque studente di architettura si prestasse a visitarla.
Monumentale e gratuita lungo l´asse principale, riempitiva come le noccioline nei quartieri residenziali.
Sono appena tornato dalla visita all´ambasciata italiana, opera dello studio Pier Luigi Nervi nel 1977. Probabilmente l´intervento piú interessante che ho visto qui a Brasilia.
Conoscerla é d´obbligo, IO NON NE AVEVO MAI SENTITO PARLARE IN UNIVERSITA`!
Si tratta di una struttura sospesa da pilastri che ricordano il tronco e rami di un albero (dell´amazzonia?), a base quadrata, forata da pati che lasciano filtrare la luce in basso.
Notevole la sala Nervi, che sembra essere lo studio della sala Nervi in Vaticano.
Provvederó a farcire nuovamente il blog di foto!
Ci sono ancora molte novelle in serbo...
Até proxima!
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Una giornata di intense riflessioni...l´agenzia viaggi di fronte casa, mi e´stato comunicato che mi pagano il lavoro (la mia prima busta paga: 115 euro, un sogno!), gli ultimi giorni in Brasile...
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Quando sono arrivato a Salvador da Bahia, attraversando la citta´in taxi alle 2 di notte, ho pensato: questa e´la piu´bella cittá che ho visitato nella mia vita!
Folgorazione pura, distillato di Lisboa invecchiato in un angolo magico del Brasile nord orientale, contaminato da una massiccia dose di Africa occidentale. In primis Angola.
La citta´di butta la propria merda addosso. Grazie.
Sei cosí vera. autentica. verace. abbandonata e forse proprio per questo integra. Basta una mossa falsa e sei fottuto.
Mai come qui mi sono immaginato di finire in pentola, come una stereotipata vignetta dove il colono bianco viene messo a bollire dal cannibale nero.
Sono appena tornato da una festa religiosa del candomblé, culto africano importato dagli schiavi neri. Molte persone vi sono fedeli. Credono in 8 orixá, una sorta di dei~santi per ogni forza della natura, jamanjé per esempio é protettore del mare e dell´acqua in generale...oggi era la festivitá del fuoco e delle forze della natura...una delle divinitá piú rispettate, tanto che il suo colore, il rosso, é rigorosamente vietato durante le altre manifestazioni religiose! Avró l´occasione per parlare delle persone che sono (probabilmente ) cadute in trance durante la messa...
L-unico handicap é la massiccia e disturbante presenza di turisti...soprattutto qui a Pelorinho dove mi trovo...molti italiani!
La cittá é tutta una percussione di birimbao, tamburi e tamburelli, mille scuole di capoeira, artigianato, musica popolare brasiliana, forró (musica tipo country dell´interiore) nonché samba!
Qui sono quasi le tre del mattino, domani ho l´aereo per Brasilia....L´ostello dove mi trovo é ottimo! Un á tmosfera molto piacevole.Mi sento in Casa!
Ciao gente
alla prossima
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TEO![]()
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Hoje vou escrever um pouco em português...para os amigos brasileiros mas sobretudo para a minha estrela VERA, que representa muito pra mim!
Adoro falar em português, e acho que irei contar da viagem na lingua do lugar aonde estou morando!
Não consegui comprar a passagem para Salvador de Bahia...uma pena, isso quere dizer que irei para Brasilia e Diamantina!
Hoje estava com muita saudade mas a Vera me ajudou com uma da nossas conversas!
Bejo á Vera!
A vera é uma minha amiga de lisboa, que sempre fala-me do mundo dos lusiadas, de Lisboa, Porto, o da sua ilha "Graciosa" nos açores!
Ah minha Lisboa, quando te visitarei de novo?
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Nossa! quanta birra si scolano 'sti brasiliani...beh, io mi devo adeguare alle usanze del posto...ma a differenza di quanto immaginavo la pinga- o aguardente-o cachaça- non è la bevanda preferita dalla popolazione giovane, persino le famosissime caipirinhas non rappresentano l' oggetto del desiderio che mi aspettavo...sarà perchè è inverno? Tranquilli, ci sono comunque più di 30 gradi!
Un'ondata di prevedibile saudade sta tormentando gli ultimi giorni, ma sono sicuro che è l'effetto provvisorio della visita a Rio: sconvolgente.![]()
Viaggiare da soli è un lusso di cui spero potermi giovare in futuro...ci sono pro e contro ma l'efficienza con la quale si utilizza il tempo è inimmaginabile, e poi...farsi trasportare dalla città verso mete che le cartine non consigliano...seguire l'entropia degli eterogenei sguardi che offre la <
Sarà l'influenza delle derive urbane attraversando i territori attuali della metropoli contemporanea (stalker docet), sarà l'aura Flaneur (Benjamin)che mi ha invaso in queste circostanze di decadentismo carioca (carioca è aggettivo solo per Rio, non il resto del Brasile), sarà una intima propensione al nomadismo che mi sprona e mi guida verso l'ignoto...che poi si rivela molto palpabile come le mie tasche. Sarà la sete di conoscenza che apre dei varchi incolmabili, che mi risucchiano là in basso con una forza e intensità catastrofiche...
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felicidade sim>>
Tom Jobin e Vinicius de Moraes
La tristezza non ha fine, la felicità sì
Questa è la frase con cui inizio il racconto di 5 giorni sambando per RIO...ah cominciamo con il sambodromo, viale con palchi dove ammirare la furia del carnevale più pazzo del mondo!

progetto di O. Niemeyer
Danzare il samba è una vera passione per i carioca, anche i più giovani spesso si ritrovano nelle numerose scuole di samba, sarà per la musica dal vivo o per i movimenti sinuosi e scattanti (sembra una contraddizione, me ne rendo conto) delle scatenate ragazze?
Uno dei quartieri che si animano la sera è la Lapa, dove passa l'antico acquedotto, di giorno è abbastanza desolato:

Voglio una città con solo maggiolini
La sera si può optare in un locale funky, altro genere che impazza soprattutto nei quartieri più poveri, in primis nella favelas...a Rio la favela di Rocinha conta 127000 abitanti, la più grande del sudamerica!

Spiaggia di ipanema: tramonto sul quartiere di Rocinha
A proposito di spiagge...io mi sono beccato la pioggia, ma non oso immaginare con le giornate splendide del resto dell'anno!


Rio é una <
spiagge di Copacabana e Ipanema.
E´impressionante la compresenza di recentissimi grattacieli e antichi palazzi,risalenti a quando
questa metropoli rivestiva il ruolo di capitale del Brasile. Ora é Brasilia.
Il nuovo fagócita quella parte di cittá paralizzata, ferma nel tempo, che aspetta di trovare una nuova
identitá, ma che attualmente é esposta a seri rischi di estinzione. Io sospetto che non troveró la stessa cittá se vi dovessi ritornare...il rispetto per la storia é subordinato alle esigenze di carattere
finanziario...il tutto soggiogato da una instabilitá economica-socio e culturale che non permette
previsioni credibili.

Nuovo e antico: la cattedrale a sinistra (terribile, è la prigione di Brazil di Terry Guilliam), l'edificio della Petrobras sullo sfondo mentre il bonde (il tram) passa sopra l'acquedotto che dalla Lapa permette di raggiungere St.Tereza.
Edificio Petrobras:

apprezzabile il gioco di pieni e vuoti, ma schiavo ancora di una rigida simmetria

l'arrogante, insulsa e pretenziosa cattedrale di Rio. anni '70: no comment
ma poi ti ritrovi in questi "larghi", all'improvviso, una traccia di una Rio di un tempo...e mi sovvien l'eterno, e mi immagino a Lisboa

Largo de Guimaraes a Santa Tereza
E´incredibile l´identitá peculiare che ogni quartiere detiene, si passa dal centro costellato di banche,
uffici, negozi ai quartieri come LAPA o Sta TEREZA che mi ricordano tanto la mia amata Lisboa, con il <
La storia cozza con il presente:

abbiamo investito un'auto!


confeteria Colombo, altra testimonianza di un fasto carioca

qui invece torniamo agli uffici portoghesi durante la colonizzazione:
il Real gabinete portugues de leitura, superiore!
Osservare Rio dall'alto del Corcovado, colle ove è stato collocato il Cristo Redentor...il vero protagonista della vita carioca!38 metri di cemento per un abbraccio da urlo!


la vista sulla spiaggia di Ipanema e Leblon, che ne dite?

Praia di Botafogo davanti al Pão de azucar...dove alloggiavo io
ORA un pò di architettura...quando Le Corbusier inviava i suoi schizzi a Niemeyer, Lucio Costa, i fratelli Roberto per quel Ministeiro de educaçao e Saude che inaugurò l'architettura moderna in Brasile:


Un'altra opera di prestigio è il MAM, museo d'arte moderna, di Afonso Reyde terminato nel 1964:

una struttura modulare sostiene i due piani del museo e permette di usufruire di piante libere, il primo piano è completamente libero, il secondo è appeso a cavi metallici che partono dalla copertura


Anche se l'opera di Niemeyer è costellata di progetti discutibili, ho apprezzato questo intervento anacronistico per il Museo d'Arte Contemporanea di Niteroi, sull'altro lato del fiume.
E' stato realizzato tra il 1991 e il 1996, con un design che riporta un pò indietro negli anni...a quelle magiche sedie di Saarinen, che inviluppano il corpo umano...

O forse un'astronave aliena, qualcosa di anormale e affascinante...

L'interno è uno spazio intimo e metafisico, che avvolge lo spettatore e lo pone a contatto diretto con le opere esposte:


Ah, viaggiare per la città spenta...di giorno così affollata, di notte abbandonata a se stessa..o allo straniero in cerca di una avventura segreta e rischiosa...



la parte più suggestiva di Rio è stata proprio questa passeggiata sotto la pioggia, bagnato fradicio, al freddo e felice.
Non mi ricordo quando, ma appena vedevo una fila di persone mi accodavo per assistere anch'io a qualcosa...che si è rivelato essere uno spettacolo di Samba, con la spiegazione della storia e dei vari generi...

e un musical sui pregiudizi del popolo brasiliano:

Altro capitolo, al ritorno a BH, è stata la visita ad una favela: quella di Ouro Preto.
Sono andato con l´universitá che sta facendo un progetto con gli abitanti...é una favela tranquilla, una delle +piccole...a me ha ricordato la realtá di 50 anni fa nelle contrade delle mie parti, quando le case si tiravano su alla buona, con la terra all ínterno, il punaro delle galline a lato, l´orto appena distanziato, le fogne all´aria aperta...vi sembra cosí pazzesco? a me no!
Un pó alla volta le cose si possono sistemare...certo ci vuole l´aiuto esterno di un ´istituzione, che
coordini gli interventi...ma pensavo peggio, quello che rimane problematico é la violenza e la mancanza di istruzione.
ORA CHIUDO!Ho la testa piena! Ormai non riesco a filtrare le informazioni, ma non mi fermo no! Vado avanti con
questa scorpacciata di cultura sudamericana!Fino all´indigestione...avró tutto l´inverno per
cazzeggiare!
UN ABBRACCIO GRANDE COME L'OCEANO CHE CI SEPARA!
A presto,
Matteo
spero il prossimo racconto sia da Brasilia...
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oi gente!!!
qui sono le 20e30 di sabato sera...sono arrivato a Rio de Janeiro!
Sto uscendo...vediamo la citta...
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Bom dia! BELEZA?
Siamo alle solite…le giornate ti scivolano addosso e non hai il tempo per realizzare dove sei, quando vivi, con chi mangi, perché lavori, che cosa desideri, chi sei.
Senza meno accorgertene hai cambiano stile di vita, molto più dinamico. Le cene sono diventate delle bevute di cerveja (birra) intervallate da qualche tiragosto (spuntino), la colazione si prende in piedi in qualche lanchonete (bar) con pão de chejo (morbidi paninetti di pane a base di farina di manioca e formaggio mineiro) e refresco (succo diluito dal concentrato)…il pranzo rappresenta il pasto principale, una sorta di immagazzinamento calorico per il resto della giornata.
La cucina mineira ti stupisce di giorno in giorno, molto saporita e grassa, ma anche ricca di verdure e frutta sconosciuta, la digestione può essere coadiuvata da una pinga (bicchiere di cachaça) che ti intontisce più del sole cocente.
L’unico grande assente di questa grande abbuffata è il gelato artigianale; ma con queste porzioni…chi arriverebbe al dolce?
Questi giorni di ritardo che ho nuovamente accumulato nel narrare le vicende di questo mondo mi infastidiscono…al tal punto che ogni nuovo fatto diventa il pretesto per preoccuparsi dell’aggiornamento del blog…blog, blog, blog …ma cosa vorrà mai dire?
Al di là di una delle pochissime occasioni per cui vale la pena accendere la TV…(o PC?) mi ricorda quella massa fluida e fucsia che invade la città per occuparne i più reconditi anfratti, divorando spietatamente tutto ciò che incontrasse nel suo cammino.
Blog è proprio questo, un’indigestione di racconti per poveri affamati che rodono e deperiscono sulle vite degli altri…almeno così fu per il sottoscritto quando alimentava sogni proibiti ed eterei in una dimensione parallela ma essenziale.
Una massa intricata di materia indescrivibile, inconsistente e cannibale che ti paralizza, ti terrorizza e infine ti conquista per inglobarti ( o inBLOGarti?)…ella non è inscrivibile nelle leggi della fisica, ti inghiotte senza consumare energia.e diventa sempre maggiore.
Questo è il Brasile.
Cioè niente e tutto, poco e tanto, uniforme ed eterogeneo, ricco e povero, terrore e bellezza, pieno e vuoto, verde e grigio, note e chiasso, alcool e acqua termale, terzo e primo mondo.
Entità inafferrabile che pur ti avvolge e confonde, ti lascia intendere una parola ma non decifrare la frase, giungi a capire il senso del discorso eppure non ridi alle battute.
Ma non te ne stai a guardare, non sei relegato a spettatore passivo che ha pagato il biglietto…il grimo (lo straniero) viene continuamente chiamato in causa e deve vomitare (sforzandosi) il suo vuoto pensiero occidentale…
Eppur qualcosa si muove…
Ma ciò non accade fuori, na rua (via), sotto casa, o nelle praças (piazze) della Macchina (le piazze sono solo dei grandi incroci fetenti e orribili): TUTTO ACCADE DENTRO DI TE. E’ un cambiamento molecolare che converte i tuoi tessuti, li distrugge e rigenera al ritmo indiavolato della Città. Siamo atomi che si sforzano di formare entità più complesse…la morte è un processo rettilineo …e c’ è ancora gente che vive di routine.
Che noia la certezza. Voglio morire di novità.
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40 album di musica brasiliana ora in mio possesso stuzzicano l’immaginazione di un europeo distratto, che vorrebbe portare a casa tutto e di più di questo enorme mercato.
Cartola e Carmen Miranda…per risalire all’epoca dell’esportazione del caffè in tutto il mondo, aromi esotici per il sottoscritto…ti sovvien di quelle cartoline della Avenida Paulista a São Paulo con i villini in stile liberty, oggi soppiantati dai grattacieli del sistema finanziario sudamericano.
Qui, dove la storia viene violentata, l’europeo sente il bisogno di conoscere le origini di questo popolo, consapevole di essere a contatto con una cultura di importazione che è stata trapiantata nel corso di 5 secoli.
Si riparte dal viaggio verso São João del Rei e Tiradentes, o meglio verso il XVIII secolo, o forse un viaggio di ritorno verso quella casa lusitana che mi accudì.

Le stupende curve disegnate dal panorama collinare della serra do Espinhaço verso São João illudono il passeggero di fluttuare in un atmosfera marziana…(di giorno tutto è completamente rosso, furiggine ferrosa che si attacca alle mucose della gola e ti stringe la faringe), con un pianeta (è cosí estesa!) luna che ti custodisce, o ti spia?
L’aspetto un pó spettrale con cui ti accoglie la cittadina di São João ti stuzzica e ti spaventa, tanto piú che la stazione degli autobus dista 2 km dal centro…una passeggiata lungo il fiume Lenheiro (alle 23) che divide la parte nuova e quella vecchia del borgo, il sabato sera è incredibilmente deserto…sembra una cittá abbandonata…fu in quella circostanza che incontrei un signore distinto, indossava un vestito elegante, tutto stropicciato per la veritá, che stava seduto ai margini di una fontana in disuso.

Quando chiesi informazioni sulla locanda dove mi sarei voluto dirigire mi improntò un racconto sull’essenza della città brasiliana…sui ritmi di vita, lui se ne intende disse: portoghese di nascita (padre spagnolo fuggito durante la dittatura di Franco a Lisbona e madre angolana, serva in casa del futuro marito) si trasferì a Rio non appena finiti gli studi di avvocatura…

Mi disse: <
Più o meno la traduzione dovrebbe essere questa…
Ritornerò su questo personaggio, vi devo raccontare la serata passata al buteco (diciamo bar) a bere ed elucubrare sulla cultura latina.

Igreja Nossa Senhora do Carmo a Sao Joao del Rei, la mia preferita

Igreja NS do Pilar, qui è avvenuto un fatto alquanto misterioso...con le statue della processione...guardate qui in basso!

in due momenti molto ravvicinati i volti delle tre statue appaiono prima sorridenti e gioiosi, poi più cupi e riflessivi...riuscite a vedere la differenza?

igreja Sao Francisco de Assis, sempre a Sao Joao

passeggiando per le vie del centro mi sono innamorato di questo edificio che sarebbe potuto diventare la sede del mio studio, nel caso mi trasferissi un giorno

nonostante il tipico contesto a volte degli acuti spezzavano la magia, come questo ambiguo hotel...magari improntato proprio da un vicentino
La domenica mattina mi avventurai alla volta di Tiradentes, a 14 km da Sao Joao...il viaggio nel tempo non ebbe fine

vi presento la MARIA FUMAçA, l'antico treno a carbone che collegava le due città rivali!

SI PARTE! Peccato che Ricardo (quel vecchietto che ebbi conosciuto la sera prima a Sao Joao non si voglia far fotografare...era venuto insieme)

A differenza delle metropoli...qui tutto sembra essersi fermato

il pricipale mezzo di trasporto è il cavallo...non solo per turisti!

igreja Matriz de Santo Antonio, Tiradentes

Chafariz de Sao Josè, la fontana dei pettegolezzi, da qui parte una camminata verso la sorgente..però si inerpica in un tratto incontaminato di manta brasileira...dopo un pò ho fatto RETROFRONT...guardare per credere:


questo angolo l'ho scovato nella sagrestia di una chiesa minore
Domani partirò per Fabriciano, distretto industriale ad est di BH, dove una iperattiva facoltà di architettura mi aspetta per parlare dell’iniziativa di Hybris_city a Venezia..e dell’italia in generale!
Sabato sarò con un gruppo di studenti a RIO DE JANEIRO!
Atè mais
Mateus
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melanzane alla parmigiana a casa di Flavio, l'architetto che mi ha permesso di venire qui.
SEMANA DA ARQUITETURA NA UNIVERSIDADE PUCMINAS:

dovrei spiegare che sono riuscito a partecipare alla settimana dell'architettura in una università di BH, seminari, concorsi, mostre, le tavole qui sopra sono del mio gruppo della maratona: un progetto in 24 ore...abbiamo preso il 2 posto!(eravamo 5 gruppi)
Ho partecipato anche al workshop di Herzberger, niente di che per la verità:

CI SENTIAMO DA RIO!![]()
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Sta finendo anche questa intensa escursione...mi trovo alla stazione degli onibus di Sao Joao del Rei, cittadina a 200 km a sud di Belo Horizonte.
Non mi ricordo bene, ma penso sia stata la prima volta che ho dormito in un hotel da solo...e´un´esperienza interessante, ti ritrovi a tu per tu con te stesso...e devi andarci d´accordo!
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non ti puoi annoiare perche´ a chi scaricheresti la responsabilita´?
Finisci col dedicare molte energie alla propria persona, non ti fai mancare niente...ti coccoli e parli molto da solo...(mi rendo conto non sia italiano quello che sto scrivendo...ma non riesco a correggere...)
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Le citta´che ho visitato, Sao Joao e Tiradentes, sono le eterne rivali nel XVIII secolo, quando la febbre dell´oro contagio´la vallata ricca del minerale prezioso.
Si riversarono qui migliaia di cercatori d´oro da Portogallo, Inghilterra, Francia e Olanda...si rintraccia la presenza della cultura europea nello stile architettonico di questi antichi centri urbani!
Sara´per questo che mi attraggono visceralmente?
Ho avuto l´impressione di aver fatto un viaggio nel tempo...a partire dall´andata...quando i capovolti mari della tranquillita´,serenita´,fecondita´ mi osservavano immobili attraverso il finestrino dell´autobus...dovete sapere che la luna, mai vista cosi´grande e luminosa, e´capovolta!!!
La faccia che mostra alla superficie terrestre e´sempre la stessa...ma girata di 180 gradi
...ora potete sospettare gli esiti sconvolgenti sulla mia personalita´e umore!
Il paralizzante effetto dell´albedo lunare colato sulle soffici ma brulle rotondita´della serra rimarra´ un´indelebile immagine di questa furtiva avventura in terra mineira.
Ora scappo altrimenti perdo anche questo autobus!
Abraço a Martin, Michele, Davide
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AGORA SAMBA!
Olá a todos! Mi chiamo Matteo e sono laureando allo IUAV; l'erasmus a Lisboa mi ha catapultato nella cultura lusofona e sto per partire per il Brasile: meta Belo Horizonte! Un breve stage in cantiere collaborando con “ASF-Brasil” nella costruzione di un carcere in regime di semi-libertà: mio tema di tesi. Tenterò di scardinare la visione stereotipata che l’immaginario occidentale ha di questa realtà…siete pronti?! Então vamos!!!
No Brasil... al fresco! COM O MATTEO
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