martedì 1 luglio 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sabato 28 giugno 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 24 giugno 2008


rieccomi dopo una delle mie grandi lunghe assenze date principalmente da....pigrizia, no non solo..

 

 comunque bentrovati a tutti, si sono ancora a shanghai, sembra che non si riesca ad andare via...a dire la verità la mia permanenza è ormai agli sgoccioli e chissà quando rivedrò questa parte di mondo....a dire al verità spero di lasciare questa per vederne un'altra..ma questo è un mistero che tacerò per scaramanzia..

 

 comunque mentre  a pechino si pratica la politica del sorriso, a shanghai si continua a viaggiare alla velocità del business in un frenetico aggiornamento quotidiano ed anche a hong kong si da un bel giro di vite ai visti per la cina questo paesone resta ancora la bengodi per molti occidentali che entusiastici non distinguono hong kong dalla cina, pechino da shanghai soprattutto i nuovi arrivati...

 

pace

 

questo è anche il luogo degli stereotipi, dei luoghi comuni

 

 parentesi visti

(grazie agli olimpic games quest anno ci sono state molte restrizioni sulla questione visti, soprattutto c'e ne saranno dopo il primo luglio, una di queste è che non posso prenotare un biglietto per mosca in transiberiana con più di tre giorni di anticipo e questo mi rende precari i piani...cosi opterò per la via classica...aereo...paradossale no? bhe, questa come restrizione in effetti è un po' sciocca..comunque le grandi aziende e fabbriche non avranno di questi  problemi..mai avuti..)

 

a proposito del mio ultimo viaggio in cina:

 

 una delle cose più straordinarie della cina è viaggiare, voglio dire viaggiarla e lasciarsi alle spalle tutti i luoghi comuni e gli inasprimenti e condizionamenti della gente delle grandi città, fenomeni ai quali abbiamo contribuito largamente anche noi.

 

 

 emozionarsi nel viaggiare e scoprire gente genuina che al primo cenno ti sorride come in altri luoghi si è quasi dimenticato, scoprire per caso un villaggio dopo kilometri a piedi e in bici, dare una caramella ad un bambino e ricevere un sorriso pazzesco,vedere un contadino che mentre lavora si distrae e ti saluta, guardare un anziano negli occhi ed improvvisamente credere che abbia almeno duecento anni....si trova questo e molto di più, vediamo....

 

 

per ora allego due mappe, quella piu dettagliata la devo cercare...se non è gia in viaggio per l'italy

questa volta la meta sono state delle minoranze etniche che vivono in alcune zone del guanxi e del guizhou, nella cina meridionale:

 

 

 

 

 

giovedì 1 maggio 2008

insomma il rientro in cina ve lo raccontero con calma...

ora siamo in ritardo per la partenza del viaggio nel Guizhou, il treno parte tra un`ora e la stazione e` lontana...questa volta saranno 24 ore di viaggio in treno e poi le altre in bus, dunque vi saluto e al mio ritorno, tra 10 giorni circa, vi racconteero tutto e..speriamo in qualche bella foto!!!

un abbraccio

ale

 

giovedì 24 aprile 2008



Oooo buongiorno a tutti!!..

 

 

 

Ed ecco che riesumo il blog di PA per comunicare la mia imminente RIpartenza per la terra di mezzo!!!Per la precisione oggi vado in quel di Venezia e domani Amsterdam, solo per lo scalo..uff--e  poi Shanghai, cosi rivedo Veronica dopo moooolto tempo e si riparte per una nuova avventura!

Il programma sintetico sarà questo....:

-arrivo a Shanghai...e week end con Veronica,

-tour per negozi a comperare i vestiti che non porterò con me dall'Italia e gli aggeggi elettronici che mi serviranno nel viaggio che faremo..

(a proposito ...ho una nuova macchina fotografica..da testare)

-saluti

-letture in preparazione del viaggio..

 

Abbiamo deciso di andare una decina di giorni nel Guizhou, una regione i cui vive una minoranza etnica riconosciuta ma con molte differenze al suo interno: i Miao.

I Miao oltre ad avere delle usanze ricchissime in ornamenti sono anche degli abilissimi architetti, dicono che i ponti in legno che costruiscono sono totalmente senza chiodi! Dunque , credo, incastri perfetti!!

Io spero di fare un sacco di foto..

Dopodiche dovrei tornare nello studio di prima, il famoso studio tedesco in cui mi sono trovato benissimo e in cui facevo orari da manicomio...si si proprio quello!!o in un altro che mi aspetta per un colloquio...svizzero..

 

Ma nel frattempo non avremo il tempo per rilassarci perche abbiamo deciso di tornare definitivamente in Italia a luglio, più o meno, dunque lo svuotare l'apartamento richiederà un laaaargo anticipo di week end x impacchettare le cose...e

udite udite se riusciamo torniamo in TRANSIBERIANA...uoooooo..

si si ..tutto da organizzare

 

Cambiando discorso la mostra di fotografia è andata bene, diciamo che l'affluenza è stata buona e le impressioni anche ...al discorso dell'inaugurazione ero moooolto più teso che x la mia tesi..

Altro tip....professione architetto..

non vi ho ancora raccontato come è andata con il progetto che dovevo fare..beh alla fine si trattava di buttare il naso in questa professione cominciando da un progetto di recupero edilizio di una malga in montagna...

il mio primo progetto praticamente da sooolooo   deluso

direi che l'esperienza è da fare!!

burocraticamente parlando è un disastro ma si deve imparare,per il resto nulla di preoccupante...a parte il fatto che a periodi sei piu in macchina o a girare per uffici che davanti al cad..che non è un male

anche di questo vi parlero con calma perche di alcuni argomenti  "hot"  bisognerebbe parlarne con calma:

-tutela del paesaggio

-d.i.a.

- varie scartoffie, autorizzazzioni (nel restauro conservativo si moltiplicano come i funghi) e procedure..

per ora vi lascio, le mie valige vuote mi attendoono..

e se tutto andra bene postero un sacco di foto..preparatevi

nel frattempo un abbraccio a tutti, saluti ai compagni di blog e a risentirci presto dalla CINA.

 

p.S.  DIMENTICAVO tanti saluti a tutti da mr.easy...lui sta gia facendo il check in on-line

 



 




 

 

sabato 15 marzo 2008

Buongiorno a tutti , ho preso degli stralci  di articoli del solito quotidiano nazionale, è un argomento troppo importante e va diffuso...

 


strage nelle vie Lhasa

Se fino a ieri polizia ed esercito cinese avevano adottato una tattica di repressioni mirate, oggi le truppe sono state impiegate in tutto il distretto cittadino e altre sono in arrivo con la nuova linea ferroviaria da Pechino e Golmud destinata - nei progetti - a portare "ulteriore progresso".

Riferiscono testimonianze agghiaccianti di sparatorie dalle auto in corsa contro manifestanti e semplici cittadini tibetani incontrati al loro passaggio. Il numero delle vittime varia dai dieci morti denunciati dai media cinesi e dalle autorità (quasi tutti commercianti, titolari e dipendenti di alberghi) ai cento accreditati dallo stesso governo tibetano in esilio.

La polizia ha dato tempo ai rivoltosi di consegnarsi entro la giornata di lunedì, promettendo un trattamento di favore. Vuol dire che dopo l'ultimatum la situazione peggiorerà ulteriormente.

Ormai è data per scontata, anche se non ufficialmente, la notizia dello stato d'emergenza nella capitale, ma anche in altre città come Chengdu nel Sichuan, dove vive una grande comunità tibetana. Qui le truppe hanno circondato i quartieri " a rischio" e tagliato la corrente elettrica, nell'intento - tra l'altro - di non esacerbare gli animi con le immagini delle rivolte di Lhasa diffuse invece nel resto della Cina.


"In realtà il governo mostra solo ciò che vuole", ci hanno detto diversi familiari di residenti con i quali abbiamo parlato a Dharamsala. La televisione nazionale del partito trasmette senza censure le immagini delle rivolte nell'intento affatto nascosto di mostrare il volto violento di questo popolo che distrugge negozi, auto, strutture pubbliche, uccide cittadini inermi e ferisce i poliziotti. Ma l'esasperazione - da quanto risulta ormai chiaro dalla reazione che coinvolge ogni strato della società tibetana - era ormai alle stelle.

Ieri è emersa dalle conversazioni con numerosi tibetani a Dharamsala e al telefono da Lhasa che tra i motivi scatenanti della protesta c'è stata la decisione degli Stati Uniti di declassificare la Cina nell'elenco dei paesi che violano i diritti umani. La concomitanza con i 49 anni della mancata insurrezione del 59 contro le truppe di Pechino e l'approssimarsi delle Olimpiadi ha convinto molti monaci e giovani ad utilizzare il possibile impatto mediatico per mostrare al mondo ciò che davvero sentono e pensano i tibetanti dopo 60 anni di occupazione.

Per il secondo giorno consecutivo centinaia di residenti del villaggio di Nyangra a 50 chilometri dalla capitale sono scesi in strada per protestare contro la repressione dei monaci di Sera, uno dei più grandi monasteri del Tibet. Dopo il tentato suicidio di due religiosi (vedi le foto di Lobsang Kelsang e Lobsang Damchoe) di un altro centro monastico, Drepung, che lottano tra la vita e la morte, un terzo monaco di Ganden si è dato alle fiamme e non è sopravvissuto.

Ancora incerte le conseguenze di altre manifestazioni nelle regioni lontane dal Tibet centrale dove si trova Lhasa. Di certo la gente è scesa in piazza a Shigatse, sede del grande monastero di Tashilungpo del Panchen lama, la seconda figura del buddhismo tibetano dopo il Dalai. L'importanza di Shigatse è legata a uno dei più gravi motivi di risentimento dei tibetani verso le autorità cinesi. Il Panchen insediato a Tashilungpo infatti è stato scelto dai cinesi dopo aver fatto sparire nell'ormai lontano 1995 un bambino di appena cinque anni considerato la vera reincarnazione dal Dalai lama e dagli abati del monastero.

Non è però il solo "reincarnato" deciso a tavolino dal partito: con una nuova legge ogni cosiddetto Buddha vivente deve essere sottoposto al vaglio politico dei dirigenti comunisti, e i tibetani hanno temuto di vedersi privare anche dei maestri spirituali che avevano finora alleggerito la pesantezza della condizione di servi e prigionieri dei nuovi padroni nel loro stesso paese.

L'altra regione strategica dove dilagano le rivolte è Pashu, nel Kham, una regione di confine abitata da fiere tribù guerriere e molto devote al buddismo. Le notizie giunte tra i profughi in esilio sono di un impressionante movimento di truppe che hanno bloccato tutte le strade d'accesso al distretto.

Nella città degli esuli a nord dell'India gruppi di religiosi e laici attraversano le strade del villaggio tibetano di McLeod Ganji con bandiere e striscioni gridando tutta la loro frustrazione. Se da una parte sono entusiasti della rivolta dei loro fratelli e parenti, dall'altra temono che i rapporti di forza impari possano trasformarsi in un bagno di sangue ben più grave delle cifre riferite finora. Già giungono voci di retate e arresti notturni nelle abitazioni dei tibetani sotto osservazione o riconoscuti durante le manifestazioni.

Il Dalai lama ha invitato sia i cinesi che i suoi fedeli ad evitare ogni violenza, ma è ormai chiaro che la situazione è sfuggita di mano a tutti. Da sempre una grossa fetta della popolazione non riusciva ad accettare la posizione non violenta assunta dal leader spirituale, soprattutto perché il controllo e la repressione si accompagnava a una situazione economica disastrosa per la grande maggioranza dei tibetani. Gran parte dei posti di lavoro va infatti da mezzo secolo ai nuovi arrivati cinesi che costituiscono la maggioranza della popolazione. Invece di assumere tibetani, dei quali non si fidano, richiamano i loro parenti da altre regioni della Cina. Negli ultimi anni il business con l'arrivo massiccio di turisti dall'Occidente è cresciuto enormemente, e per evitare contatti troppo diretti tra dissenzienti e stranieri in quasi ogni monastero sono stati collocati falsi monaci e lama istruiti dal partito. Lo stesso Dalai lama nel suo ultimo discorso aveva sottolineato le "massicce violazioni dei diritti umani" nel suo paese, e non aveva cercato di dissuadere i giovani tibetani partiti in marcia da Dharamsala il 10 marzo scorso per raggiungere il confine cinese in occasione delle Olimpiadi.

Dopo quattro giorni la polizia indiana, su ordine del governo preoccupato per le possibili crisi di relazioni con la Cina, li ha fermati e arrestati. Ma lunedi prossimo ne partiranno altri 44, già pronti a raggiungere la città dove sono detenuti i loro compagni.

...................altri stralci.............

 

 

Sono passati quasi vent'anni ma il Tibet non ha mai smesso di essere una polveriera dove si accumulano le tensioni create dalla politica di "assimilazione forzata".

Sentono che il tempo gioca contro di loro, per l'invasione continua di immigrati "han" (l'etnia maggioritaria cinese) che sconvolge gli equilibri della popolazione locale e ne snatura l'identità culturale.

Mentre a Lhasa vige il terrore poliziesco, a poche ore di volo Pechino si appresta a celebrare i Giochi come una prova della sua apertura verso il resto del mondo, accogliendo milioni di turisti stranieri.

Ora o mai più: è il sentimento che ha spinto molti tibetani a scendere in piazza. C'è la speranza che nell'anno delle Olimpiadi, con gli occhi del mondo puntati su Pechino, Hu Jintao avrà qualche esitazione prima di ordinare una nuova carneficina.

Con realismo e moderazione, il Dalai Lama ha smesso da decenni di rivendicare l'indipendenza e chiede solo una ragionevole autonomia.

Il regime può contare anche su un consenso reale fra la maggioranza dei cinesi sulla questione tibetana. Imbevuti di nazionalismo fin dalle scuole elementari, imparano sui manuali di storia solo la versione della propaganda ufficiale: il Tibet è "sempre" appartenuto alla Cina.


Nazionalismo cinese, superiorità demografica, sviluppo economico, sono i rulli compressori che lavorano ad appiattire il Tibet. Mentre la nuova ferrovia rovescia fiumane di "coloni", vasti quartieri di Lhasa già hanno subito uno stravolgimento: ipermercati, shopping mall di elettronica, banche e uffici turistici sono gestiti prevalentemente dai cinesi han, più istruiti e abili negli affari. Lo stesso turismo di massa violenta l'anima dei luoghi: il Potala Palace, ex dimora del Dalai Lama trasformato in museo, è circondato dai torpedoni, invaso da comitive cinesi volgari e arroganti.

Al di fuori del Tibet la Cina ha altri 150 milioni di buddisti praticanti: guai se dovesse insinuarsi nel resto del paese l'idea che la religione può diventare il tessuto connettivo di una società civile autonoma.

Le olimpiadi cominciano ad essere un momento spinoso nel quale però potrebbe esserci la possibiltà per le minoranze di esporsi ai media e con la visibilità forse difendersi dalle represioni cinesi che avrebbero paura dell'opinione generale dei suoi partner commerciali occidentali.

 

si moltiplicano le discussioni nei forum

(www.tibet.net) (www.studentsforafreetibet.org) (www.tibet-cafe.net) (www.tibetanuprising.org) (www.tibetchat.tibetsearch.com) (www.chinadaily.com.cn) (http://en.beijing2008.cn)

 

 abbracci per tutti..a presto

 

alessandro carlini

a r c h i  t e  t t  o

 

martedì 11 marzo 2008

 

Che emozioooone riscrivere dopo tanto...ma sarò super breve, dall'11 al 20 aprile

terrò una mostra fotografico espositiva sulla Cina...uhuhuh...nel paese di Lavis, vicino a Trento e.....surprise...stò ceercando un volo per Shanghai!!  aereo e anche

una macchina fotografica un po piu professionale della mia..

...poi raccontero anche quello che ho fatto qui in questi mesi....marooonna mia la

burocrazia!!arrabbiato

 

per info.:

Cinzia Stenech

0461/248140

www.comunelavis.it

sportecultura@comunelavis.it

 

 

 

 

 

lunedì 15 ottobre 2007

ARRIVEDERCI CINA

  ciao a tutti, è arrivato il momento per me di dire almeno "arrivederci cina", insomma un periodo di riflessione, di ritorno (almeno momentaneo) e poi chissà magari decido di girare il mondo facendo il fotografo...ehm ok non mi monto troppo la testa....se tutto va male tornerò in cina a lavorare in qualche studio..

ma due parole...concise come sempre...

vi lascio un po di foto dell'ultimo viaggio tra le minoranze tibetane di alcune regioni, gansu, quinghai e sinjian su cui spendo due parole...

le persone incontrate sono di una solarità incredibile, gente umile che sta bene con quello che ha, non sono poveri, gli basta cio di cui ha bisogno e non di più..e per questo direi che hanno una grande ricchezza,

la parte che dovrebbe far riflette tutti è la situazione in cui vivono, sono considerati dei barbari dal governo cinese per i loro riti funerari, non vengono tutelati i diritti per le minoranze e nemmeno i diritti umani per cio che riguarda l'autodeterminazione di un popolo...questa è la cina che fa male, il governo incivile e spietato li tratta alla stregua di attrazzione turistica cementificando i villaggi e costruendo osceni alberghi, soprattutto per cinesi che per questo bisogna dirlo non hanno rispetto per nulla..

stanno costruendo case con tanto di cartelli che dicono "case per i poveri" ma in realta sono destinate ai nomadi in modo da controllarli facendogli pure vendere il bestiame, insomma una sedentarizzazzione forzata...

queste cose generalmente non le dice nessuno da noi(tanto meno qui in cina), ma quando le vedi con i tuoi occhi e parli con la gente che rischia la vita dandoti queste informazioni capisci che non si puo restare immobili davanti a tutto questo e almeno bisogna informare su quello che accade veramente in queste regioni...

 

ed ora le foto, la photogallery all'indirizzo
www.professionearchitetto.it/viaggi/photogallery/gansu_cina/

Il Gansu in Cina

insomma credo proprio che sarà un arrivederci....c'è ancora molto da vedere in cina

e con questo

ringrazio tutta la redazione di PA

il webmaster e i lettori

a presto

ale

 

martedì 18 settembre 2007

 

beh pare proprio che si parta.....

 

 

insomma dopo aver scoperto che per andare in Tibet bisogna pagare per ottenere un permesso, una guida ed appartenere ad un gruppo organizzzato altrimenti MULTA salata  deluso ....s'è deciso di andare nel Gansu...

 

anche se io volevo vedere l'Everest!!  (il richiamo della montagna)

 

e per ora questa decisione sembra essere buona perche a detta di molti amici il Tibet oltre che costoso ( perche il governo cinese oltre che annichilirlo lo sfrutta anche per il turismo....ricordo che attualmente in Tibet è proibito mostrare o possedere foto del Dalai Lama e/o la bandiera tibetana...c'è molta polizia in borghese non proprio transigente ..) e anche trooppo turistico...

 

dunque il Gansu (una delle 4 regioni piu povere della cina) che orograficamente è vicino alle alte montagne e che ha molte minoranze etniche interessanti  e un territorio che va dalla montagna , ai pascoli vicino alla Mongolia e al deserto sabbioso...e non è molto turistico dunque visitare qualche villaggio potrebbe essere veramente un'esperienza interessante..secchione

 

 

insomma la Cina interna...finalmente... 

 

saranno circa 3000 km di andata da fare in 36 ore di treno!!! YO YO poi vediamo, i trasporti delle regioni interne possono comportare imprevisti o cambi di itinerario perche a volte con gli autobus ci si mettono ore per fare 100 km..comunque vedremo

 

a prestiSSimo...nel frattempo qui a Shanghai piove molto pioggia

 

lunedì 17 settembre 2007

FILM,FILM, FILM.........film

 

beh si sto anelando ad un 'idea che mi è saltata in mente all'improvviso dopo qualche mese qui in Cina...l'idea di proporre il soggetto per un film, diciamo un corto o medio metraggio...non so  film

 

l'obiettivo è descrivere in modo anticonvenzionale la comunicazione parlata tra cinesi (lo si potrebbe fare anche con altri popoli)...in modo che venga colta in maniera corretta da molte persone , per capire un po' di piu la loro cultura e del modo in cui interagiscono tra loro..

 

l'idea è mostrare la comunicazione tra cinesi tradotta letteralmente (ad esempio in italiano) ,mantenendo una seconda traccia audio più bassa in cinese, mostrando situazioni particolari come per esempio serate tra giovani etc..

 

perche? 

 

perche in realta le traduzioni sono "aggiustate " secondo il nostro abituale modo di comunicare dato dal nostro idioma e dunque è un adattamento..

 

per esempio nel cinese non esistono i tempi verbali, è tutto all'infinito, non si coniugano i verbi e non esistono gli articoli...anche se è vero che esistono altre cose come i toni...

 

ok..riporto qui un paio di spiegazioni che ho trovato in rete...

 

Un po' di grammatica


Lingue come l'italiano, il latino, l'arabo, il russo, vengono chiamate lingue "flessive". Le parole di questo tipo di lingue si modificano per dare più informazioni nella stessa parola: "vado" dice che io, nel tempo presente, mi muovo per andare.
Le lingue che hanno poche variazioni grammaticali, invece, sono chiamate "isolanti" e il cinese è una di queste. Nella nostra lingua( cinese) infatti non coniughiamo i verbi e non esistono gli articoli. Per fare il plurale, per esempio, non cambiamo la parola ma ne aggiungiamo un'altra che indica sempre e solo il plurale, cambia solo il posto delle parole nella frase.
In questo tipo di lingue appena impari un nuovo vocabolo puoi iniziare ad usarlo perché ha solo quella forma ed è sempre quella corretta.

 (tratto da un sito di un cinese trasferitosi in Italia)

 

 

L’invariabilità


Il cinese è una lingua isolante generalmente classificata nel gruppo sino-tibetano. “Isolante” è un termine della linguistica che sta ad indicare l’invariabilità delle parole; nel cinese (e nelle lingue dello stesso gruppo) sono infatti assenti le flessioni, cioè quelle parti delle parole (in genere le code) che mutano in base al ruolo svolto all’interno della frase.


Esempio: in italiano i verbi coniugano: in cinese no:


io ho noi abbiamo
tu hai voi avete
egli ha essi hanno


wo you ?? women you ???
ni you ?? nimen you ???
ta you ?? tamen you ???


Anche per questo motivo i cinesi che apprendono una lingua occidentale tendono a tralasciare le flessioni non capendone il significato (le ritengono difficili e superflue), mettendo tutti i verbi alla terza persona singolare, invariabile nel tempo e nel modo:
Questa invariabilità delle lingue sino-tibetane è una delle caratteristiche che le distingue da tutte le altre e le rende, sotto quest’aspetto grammaticale, molto semplici.


I toni
Un’altra caratteristica peculiare di queste lingue, che invece le complica notevolmente, è la presenza del tono. Mentre in italiano il tono ha solo un valore espressivo, in cinese ha un valore distintivo: una parola pronunciata con toni diversi ha diversi significati. Nel cinese standard esistono 5 toni (nel cantonese, in altri dialetti cinesi e nel vietnamita esistono 8 toni).

esempi:
ma mamma
má canapa
ma cavallo
mà imprecare, insultare
ma interrogazione

 (tratto da un sito didattico)

 

 alcune frasi per esempio:

 

Trad.Letterale-io quale momento finalmente potere parlare lingua-cinese rispetto a tu parlare bene?

Trad.Adattata-quando riuscirò finalmente a parlare cinese meglio di te? 

 

T.L.-campagna strada rispetto a una volta largo molto.

T.A.-le strade di campagna sono  molto più larghe  di un tempo.

 

 

...ecco..ora vi immaginate un cortometraggio in questo modo?

credo sia molto interessante per comprendere le relazioni interpersonali tra persone che condividono lo stesso modo di comunicare e che lo stesso modo di comunicare influenzi non poco il modo di interagire tra le persone..

 

se qualcuno fosse interessato chissà magari potremo parlarne per scritturare qualche cinese di Prato..... 

 

commentate , commentate tutti....venghino.. 

 

 

 

 

venerdì 14 settembre 2007

 ? ? ? ! ! ! A R T E ? ? ? ! ! ! ? ? ? ! ! ! A R T E ? ? ? ! ! ! ? ? ? ! ! ! A R T E ? ? ? ! ! !

 

 BentrovaTi posto un piccolo ago a proposito dell'appena conclusasi fiera dell'arte contemporanea di Shanghai, evento atteso con molto entusiasmo dall'ambiente art, glamour & business della città...e non solo

 

alcune immagini...magari quando risponderà il server..ora è un po' tutto lento..

 

qualcuno si aspettava (o crede di aver visto)  il frutto della più recente arte contemporanea cinese, le avanguardie..perche ormai qui sono avantissimo in tutto  e su tutti si dice e dunque anche sull'arte..

..in effetti questo evento è stato un buono spunto per capire che questo tipo di occasioni artistiche non molto hanno a che fare con l'arte ma di più con il businness...in uno degli spostamenti in bus dal luogo dell'esposizione ad un altro locale ho avuto il piacere di conoscere certo "David" shanghaiese di origine ma residente in Australia che mi ha spiegato quanto businness c'è da fare ora con il trading dell'arte contemporanea cinese verso l'estero...

 

ora...se è vero che le Avanguardie per essere tali dovrebbero portare tendenze innnovative e progressiste nei confronti della tradizione e della cultura ufficiale, rinnovare linguaggi e tecniche alimentando e facendo evolvere le arti contemporanee o le pratiche contemporanee (anche se parliamo di Neoavanguardie riformatrici)  mi chiedo come sia possibile questo in un regime di censura.

 

E se non è possibile...perchè...e che cosa resta? 

 

Alcune opere sono state censurate dal personale incaricato dal governo di Pechino appositamente per questo tipo di eventi,  ad alcune riviste del settore (internazionali) è stato proibito di  esporre e  ad altre  ne sono state tagliate  le pagine scottanti...una ad esempio mostrava molti corpi nudi femminili  accatastati uno sull'altro e con Mao in fianco.

 

 Sara questa l'arte contemporanea cinese, un'arte che in se comprende il fenomeno della censura e che con esso convive,  qui è possibile questo tipo di paradosso...

 

Se non esiste revisionismo è come procedere a occhi chiusi da un certo punto di vista, se non esiste o non arriva ammissione  e consapevolezza non ci può essere perdono...ma questo lo si sa...

 

...spesso anche in Italia, ormai sembra la prassi, ci si dimentica di fatti veramente disdicevoli (anche se recenti) per quanto riguarda l'incoerenza della nostra politica..

 

...qualcosa ne sanno Grillo, Luttazzi, Biagi , Santoro, Rossi, Guzzanti, Ricca etc...

 

abituiamoci a cliccarli e guardarli un po' di piu visto che ancora il nostro accesso all'informazione non è limitato... 

 

anche se non esaurienti le immagini che mostro sono un piccolo assaggio di cio che è stato esposto...comunque una delle opere più irriverenti erano due schermi, in uno si vedeva una folla che applaudiva indefessamente e senza motivo apparente e nell'altro un soldato che parlava ma la pellicola veniva messa in pausa ogni 5 secondi in modo da creare un effetto singhiozzo...insomma applaudiamo pur non sapendo e non domandandoci perche, perchi.....

 

     

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

Domenica.....partenza per la Cina interna,

a presto 

 

 

mercoledì 12 settembre 2007

 

IV ponte....IV ponte....IV ponte..opinioni?!

 

 

Buon giorno!!

sarà un argomento inflazionato ma non  per questo da dimenticare..

ho letto abbastanza sull'argomento ma non ho avuto il tempo di seguirne la critica e le opinioni degli addetti ai lavori e non, e ovviamente essendo in Cina non ho sentito parere alcuno da parte di venexiani doc... 

...che cosa ne pensano di questo artefatto (nel senso che è artificiale e non artistico) i "cittadini e i visitatori"  di questo.....di questo piu che pertinente spazio virtuale che è Professione Architetto??

 

io verrei porre soltanto alcune riflessioni :

 

-il significato di ponte che ognuno di noi ha in mente...perchè...che cos'è..

...certamente collegamento, superamento, unione,  continuità di una via  di comunicazione necessaria..

 

-capacità di intervenire sull'esistente...

..in un libro ho trovato questa frase

"...una società in declino  è quella che non si sa sovrapporre al suo passato e viceversa una società in rinascita non ha paura di intervenire sul suo passato.."

Luigi Novelli-shanghai architettura e città-

 

bene, premesso di non assumere il termine sovrapporre letteralmente come "porre sopra" e che dipende da come  e a che livello si "interviene", credo che nel complesso questa frase si possa accettare come realta/verità..e certamente come spunto riflessivo per quanto riguarda il IV ponte sul Canal Grande e tanti altri interventi in particolare nei centri storici. 

 

 

-le pressioni che la politica esercita su tali opere (per favore non parliamo del MOSE).. certo che non è novità ma è cosi..le teorie non  riflettono la prassi

 

 

-le tecniche, (fose) la nostra espressione di architettura non si concretizza più con la pietra (e chissa forse nemmeno piu con il mattone), forse non è il materiale  del nostro tempo perche ormai cemento, acciaio, vetro e materiali spaziali...etc...la tecnica si è persa..

 ma se fossimo cosi bravi da intervenire nei centri storici non dovremmo ricordarci come si fanno certe cose?certo non sto ipotizzando di riproporre architetture anacronistiche o copie di cio che avrebbero fatto un secolo fa o piu..ma solo una riflessione sul cosa (malgrado tutte le riflessioni che si continuano a fare) si costruisce ora..

 

insomma questo ponte dobbiamo ancora vederlo "ricoperto" di pietra d'Istria, finito, ma per ora sembra a mio modestissimo parere un punto di sutura di cento metri.

 

 

-mai notato che nessun ponte pedonale su Canal Grande si vede a vicenda?Beh sarà anche un dettaglio di scarsa importanza perche certamente quando un'opera è necessaria s'ha da fà..ma comunque è cosi..dagli Scalzi non vedi Rialto, da Rialto non vedi l'Accademia.. 

 

...da shanghai spesso non vedi nemmeno il colore del cielo... 

a presto 

 

 


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Beh insomma mi sembra ieri che mi sono laureato nella città che amo, Venezia e che vogavo per i suoi rii con la mia barchetta - era praticamente ieri che sono tornato in cerca di lavoro in Trentino, terra che amo e dove sono nato. Oggi ho un biglietto per Pechino destinazione Tianjin, dei DWG da guardare, da studiare, una valigia da riempire e voglia di raccontare tutte le cose che vedrà come attraverso un caleidoscopio...Ora sono a Shanghai.

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03/07/2008 Alessandro

Sono rimasto affascinato dalle foto e a dire la verità un pò di invidia c'era. L'oriente mi ha sempre affascinato e questi tuoi scritti non sono che una conferma. Spero di poter organizzare nel più breve tempo possibile un viaggio verso quelle direzioni paesaggistiche e culturali.
Ciao

Ale

01/07/2008 Holden

...

molto belle le foto, complimenti...

01/07/2008 ale+matt

eaora!!

ciao bellezze! leggo il blog e mi viene una voglia di essere lì!! qui cmq tutto bene, matt suona molto in giro ed ha iniziato una rassegna di letture di bukowski..è molto happy...io vado avanti con un po' di noia, ma fra poco inizierà un cantiere che mi interessa e forse dovrei poterlo seguire abbastanza bene da imparare! vi mandiamo tanti abbracci...fateci sapere quando tornate! (che peccato per la transiberiana!) smuac smuac smuac

27/05/2008 rossana

info

ciao!
ho letto rapidamente il tuo blog,io sono un architetto romano, vorrei sapere come hai avuto il contatto con lo studio e/o impresa che ti ha proposto la cina,per quanto tempo starai all'estero? e scusa la domanda imbarazznte ma quanto ti pagano?al momento sto facendo un tirocinio al CNR CENTRO NAZIONALE DI RICERCA e sto studiando un tema molto interessante in turchia, ma sorpresa delle sorprese il viaggio previsto all'estero per sopralluogo e rilievo è tutto a mio carico (e qui prendo appena 700.00 euro)vorrei lavorare all'estero ma ci sono poche possibilità, puoi darmi qualche consiglio?o qualche links utile
ciao ciao e continua ad informarci dei tuoi spostamenti
rossana

02/05/2008 Cristina

qualche dritta....

Ciao Ale,
sono incappata nel tuo blog casualmente in un momento di delirio da scelta!
In breve: sono un architetto milanese che vive a roma e che inavvertitamente ha fatto un colloquio in cui gli hanno proposto il trasferimento a Shanghai presso una società che sembra essere abbastanza grossa.
Ora, lasciando da parte le perplessità esistenziali, il mio dilemma è economico. Mi chiedono di fargli una proposta di retribuzione: mi sai dire quanto guadagna un architetto con mansione di responsabile del settore di interior designer. Quanto gli posso chiedere? Non vorrei bruciarmi con un'offerta o troppo bassa o troppo alta.
So che in questo momento sei in giro, ma se mi potessi rispondere mi faresti un piacere enorme....Ciao Cri

22/03/2008 Carlo degli Andreasi

cincischie

Ale o meglio "novello Marco", esperienza, la tua, di notevole serenità e chiarezza...augurandoti una lunga e densa vicenda da viaggiatore-architetto e scanzonato poeta ti chiedo alcune luci ulteriori sul lavoro in Cina. Io sono un artista prestato all'Architettura, e ho fatto della composizione il mio linguaggio di elezione, non intendo solo in senso estetizzante ma di contenuti, di dominio e dialogo della forma progetto con lo spazio, ...non sono anglofono ma non ho avuto problemi ne in Kenya, in Romania, il Ungheria, Croazia....soffro di una forma di claustrofobia che forse ti è famigliare......
be vedi tu! Quello che puoi dirmi è comunque gradito ...........Carlo da Ferrara

18/03/2008 salvatore

richiesta di info

Ciao Ale ho visto le tue foto, come tutti, sono un giovane Architetto voglioso di conoscere nuovi mondi e aperto a nuove esperienze, ho cercato di rispondere a tutti gli annunci di lavoro riguardanti la cina ma non ho mai ricevuto notizie, puoi dirmi come faccio a trovare lavoro in cina???

17/03/2008 betty

saluti

saluti da un architetto che come te ha studiato a Venezia ma a differenza tua non è partita...quanto ti ammiro...
Elisabetta

17/03/2008 betty

saluti

saluti da un architetto che come te ha studiato a Venezia ma a differenza tua non è partita...quanto ti ammiro...
Elisabetta

16/03/2008 sara

strage in tibet

v. post del 14 marzo
no alle olimpiadi di sangue
http://www.beppegrillo.it/

14/03/2008 silvia

hola

ciao ale, quanto tempo..sono silvia di venezia, ti ricordi lavoravamo insieme al pane e vino..!pazzesche le tue foto!se riesco vengo molto volentieri a vedere la tua mostra..un bacione!silvia